Grecia: ultime manovre per evitare nuove elezioni

La Grecia si ritrova nelle casse due miliardi di euro. Davvero poco se conta di pagare i salari dei suoi 800.000 funzionari, che nel 1981 ammontavano a 400.000 all’arrivo dei socialisti al potere. Per poter onorare i propri impegni e le proprie scadenze , lo Stato dovrebbe ricevere nel mese di giugno parte di otto miliardi di euro prestati in bonifici europei come prestiti agevolati. Al termine degli accordi intrapresi. Questo prestito o almeno una sua parte, potrà essere rilasciata solo quando sarà svolto un accertamento da parte dei dirigenti della Troika (BCE,FMI,UE), e che le riforme strutturali promesse siano state effettivamente realizzate.

Il paese è politicamente paralizzato dal suo processo elettorale e non ha potuto agire in questo senso. La situazione finanziaria della Grecia è particolarmente critica , potrebbe effettivamente essere dichirata in fallimento dal 30 giugno.

Le elezioni degli ultimi giorni hanno distolto l’attenzione generale dei politici troppo concentrati ai risultati elettorali. Per fortuna per il paese che c’è stato un uomo che ha compreso la situazione del paese, soprattutto che non poteva sopportare e soffrire il lusso di nuove elezioni e che occorre fare di tutto per formare il nuovo governo, il presidente della repubblica. Grandissimo negoziatore e ministro degli Esteri dal 1985 al 1989 e dal 1993 al 1996, Karolos Papoulias ha proposto lunedì sera una nuvoa idea ai capi dei tre partiti del centro, Pasok, Nuova Democrazia e Sinistra Democratica, che sono stati convocati nel suo ufficio.

Non essendo convinto che Tsipras, accetti di sostenere un nuovo governo di centro pro europeo, il presidente Papoulias si è riservato due opzioni per la giornata di martedì 15 maggio. Riceverà infatti in privato, Kamonos, il leader del partito di destra nazionalista degli indipendenti, per tentare di convincerlo sulla possibilità di una eventuale partecipazione ad un governo con il Pasok. Lo stesso giorno ha in programma di convocare i capi dei cinque partiti rappresentanti della nuova scena politica greca eccetto i comunisti del KKE e dei neo facisti, al fine di proporgli un sostegno in Parlamento ad un governo di tecnocrati.  

Manuel Giannantonio

15 maggio 2012

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