Stati Uniti: Romney tenta di convincere i cristiani evangelici

Sembra essere ormai un collaudato rituale delle presidenziali americane, come Ronald Reagan, George Bush e John McCain prima di lui, il candidato numero uno delle repubblicane Mitt Romney ha corteggiato gli evangelisti in una delle più grandi e prestigiose università cristiana degli Stati Uniti, sabato in Virginia. L’unica differenza con i suoi illustri predecessori è il fatto che questo candidato sia di origini mormone ed è l’unico di questa categoria ad esprimersi nella Liberty University. Ma la visita di questo candidato che non ha mai entusiasmato completamente gli evangelisti ha suscitato diverse controversie. 

 Mitt Romney ha affrontato la questione in maniera abile giocando la carta della libertà. “Gli addetti di differenti confessioni religiose come la vostra e la mia si trovano a volte a condividere una causa comune anche se esistono molte differenze condividiamo gli stessi valori morali e le stesse tradizioni come le tradizioni cristiane che sono al centro della storia e nel cuore della leadership degli Stati Uniti d’America”, ha rassicurato l’ex governatore della California di fronte a uno stadio contente una folla di 35.000 persone, ha inoltre rassicurato tutti sulle questioni dei valori americani come il lavoro, la responsabilità personale, l’educazione, il servizio delle comunità, l’altruismo e la famiglia e divulgare dunque un messaggio di unità. Non ha perso l’occasione però per menzionare il suo ex avversario Rick Santorum, (ritiratosi dalle elezioni per motivi personali “ndr”), favorito dai cristiani evangelici evocando diversi personaggi per avvalorare il suo messaggio di libertà facendo riferimento a personalità storiche del calibro di Giovanni Paolo II, l’autore C.S Lewis e Martin Luther King. 

Nel giudicare le reazioni manifestate dalla folla dei leader conservatori Romney sembra aver agito in maniera positiva come confermano le parole di Tony Perkins, presidente del Family Research Council “Credo che abbia toccato le questioni prioritarie dei conservatori”. Lo staff dell’ex governatore del Massachusets  ha comunque confermato che fino a novembre non pronuncerà discorsi di natura religiosa, proprio come Jhon Kennedy fece sul cattolicesimo nel 1960. Mitt Romney vuole restare concentrato e focalizzato sul punto debole di Obama, l’economia. Tre gironi dopo il sostegno dell’attuale presidente al matrimonio omosessuale che ha rinvigorito la base dell’elettorato democratico, il candidato repubblicano ha criticato questa scelta affermando “il matrimonio è una questione tra uomo e donna”. D’altronde proprio come il suo avversario, Romney è perfettamente consapevole che si dovranno raddoppiare gli sforzi per convincere i cristiani evangelici il 6 novembre prossimo. Tuttavia i sondaggi nazionali condotti dagli esperti confermano che la questione dei matrimoni gay risulta ancora irrilevante ai fini dell’elezione.

 

Manuel Giannantonio

14 maggio 2012

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