Grecia: possibili nuove elezioni

Purtroppo come era prevedibile anche il partito socialista non è stato in grado di formare un governo di coalizione. Sabato, il suo leader Evangelos Venizelos ha ufficialmente rinunciato consegnando dunque al presidente Carolos Papoulias, il proprio mandato.

Il Pasok era l’ultima delle tre formazioni arrivate in testa nelle elezioni legislative di domenica nel tentare di formare una coalizione. Venizelos ha rinunciato dopo il rifiuto di Alexis Tsipras, capo della sinistra Syrizza, feroce avversario del rigore imposto dai creditori della Greica, di partecipare ad un governo pro-euro con i socialsiti, la Nuova Democrazia e il piccolo partito della sinistra democratica.

Dopo questo fallimento, il presidente greco ha lanciato un nuovo appello ai capi del partito tentando di formare un nuovo governo beneficiando dell’appoggio della camera nella sua configurazione eretta nelle elezioni generali del 6 maggio, secondo quanto annunciato dal gabinetto presidenziale. Domenica mattina i capi dei partiti conservatori, socialista e sinistra radicale incontreranno quindi il presidente, che riceverà in seguito, i dirigenti di formazione più piccole.

Le elezioni legislative di domenica sono state segnate da un forte sfondamento di Syriza, piazzatosi in seconda posizione, e dall’ingresso nel Parlamento di deputati neonazisti.
Gli analisti politici stimano che qualora si dovesse tornare alle elezioni vincerebbe Syriza questa volta. Nessun partito ha comunque ottenuto la maggiornanza e il paese è piombato da cinque giorni in una vera e propria paralisi politica.

I partners europei e i mercati temono che la Grecia non cederà alle forze ostili del rigore. Il presidente della commissione europea, José Manuel Barroso ha già annunciato pubblicamente che la Grecia dovrebbe ritirarsi dalla zona Euro e che la sua perdita sarebbe senz’altro sopportabile. In questo senso spinge anche la Gemania, “Se la Grecia non rispetterà i suoi impegni di austerity, non riceverà più aiuti finanziari”, ha sentenziato a tal proposito il presidente della banca centrale tedesca, Jens Weidmman.

Manuel Giannantonio

12 maggio 2012

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