Yemen: arrivano gli aiuti umanitari a poche ore dalla tregua

Yemen: arrivano gli aiuti umanitari a poche ore dalla tregua
Yemen - Scontri via terra Foto: Yahoo News

Mercoledì sono giunti i nuovi aiuti umanitari nello Yemen in seguito alla proclamata tregua di sette settimane che vede interrompersi gli scontri e i raid aerei condotti dalla coalizione dell’Arabia Saudita contro i ribelli sciiti

Yemen - Scontri via terra Foto: Yahoo News
Yemen – Scontri via terra
Foto: Yahoo News

YEMEN – La tregua sembrava universalmente rispettata anche se le autorità saudite hanno denunciato alcuni abusi contro le proprie province del sud ribadendo di adottare un atteggiamento di rispetto nei confronti della tregua.

L’accelerazione e la distribuzione degli aiuti sono stati possibili grazie al Programma alimentare mondiale (PAM) che con una delle sue navi è sbarcata a Hodeida sul mar Rosso, come annunciato alla stampa dall’autorità portuale.

Nella speranza di riempire i serbatoi, gli automobilisti si sono già diretti nelle stazioni di servizio dove fanno la coda proprio come a Sanaa. Il re Salmane ha annunciato di aver raddoppiato a 540 milioni di dollari gli aiuti umanitari del suo paese per lo Yemen, aprendo inoltre nella città di Ryad un centro di soccorso. Questo centro, che porta il suo nome, ha l’ambizione di centralizzare l’aiuto nello Yemen, secondo le autorità.

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU, ha esortato qualsiasi belligeranza in atto a rispettare la tregua e “permettere la consegna dei soccorsi essenziale alla popolazione civile, compreso il cibo, le medicine e il carburante”.

La tregua umanitaria è entrata in vigore martedì alle 23H00 su iniziativa dell’Arabia Saudita, che ha preso il 26 marzo il comando della coalizione, contro i ribelli filoiraniani che minacciavano di prendere il controllo dello Yemen. Almeno 1.578 persone sono state uccise e altre 6.504 ferite, secondo un nuovo pesantissimo bilancio redatto il 9 maggio dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Colpita da una crisi umanitaria etichettata dall’ONU come catastrofica, la popolazione ha espresso il proprio sollievo per gli aiuti ricevuti in queste ore.

“Sanaa ha passato una notte calma, che ha cessato le deflagrazioni dei missili della DCA e i bombardamenti che terrorizzavano la popolazione”, ha dichiarato Tawfic Abdelwahab, un abitante della capitale controllata dai ribelli sciiti.

La coalizione ha avvisato i ribelli che riprenderanno i raid aerei in caso di violazione della tregua e ha annunciato di proseguire le operazioni di sorveglianza sopra lo Yemen. All’alba di mercoledì, i ribelli hanno sparato dei missili anti aerei a Sanaa mentre aerei della coalizione sorvolavano la città, come indicato da alcuni testimoni.

Alcuni abitanti e combattenti anti ribelli hanno dato vita ad alcuni scontri nelle province di Dhaleh e Chabwa così come a Taëz, situata nel sud ovest del paese. Questa tregua di cinque giorni mira a permettere la consegna di materiale per il soccorso disperatamente atteso dalla popolazione, nonostante le organizzazioni umanitarie avessero preventivato di avere bisogno di più tempo.

Medici senza frontiere (MSF) vuole sfruttare la tregua per allargare i propri propositi attraverso il paese come sostenuto dalla sua rappresentante nello Yemen, Marie-Elisabeth Ingres.

Tuttavia, questa tregua non è sufficiente per le necessità della popolazione, come ha aggiunto la Ingres che ha evidenziato come un aereo dei MSF, atteso dal personale medico locale, è atterrato nella zona solo mercoledì.

Mentre i dirigenti del Golfo arabo si trovavano a Washington per un summit focalizzato sull’Iran con il presidente americano Barack Obama, Teheran ha severamente avvertito gli Stati Uniti se una nave di aiuti umanitari iraniani sarà ostacolata a raggiungere lo Yemen.

Dal lancio dell’operazione aerea della coalizione, 828 civili, sono stati uccisi secondo l’ONU. Il conflitto inoltre, ha ulteriormente aggravato la situazione in questo paese, dove 12 milioni di persone sono ancora in una delicatissima e problematica situazione alimentare.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

15 Luglio 2015

 

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