Grecia: tocca alla sinistra radicale la formazione del nuovo governo

Dopo una sconfitta pesante dei due partiti della coalizione governativa, domenica sera, nelle elezioni legislative in un clima surreale in cui le incertezze persistenti sul futuro politico avvolgono il paese, tocca alla sinista radicale l’arduo compito di formare un governo di coalizione dopo la disfatta della destra. Antonio Samaras a capo del partito la Nuova Democrazia, ha ottenuto il miglior punteggio senza maggioranza parlamentare con il 18,8% del sufraggio. Il PASOK (partito socialista) formatosi nel mese di novembre, accusa una disfatta mentre il partito di estrema sinistra, Syrisa, conquista il secondo posto. “Ho fatto ciò che ho potuto per ottenere un buon risultato, ma è stato impossibile, ne ho informato il presidente Carolos Papoulias e gli ho consegnato il mio mandato”, ha dichiarato rassegnato di fronte alle telecamere nel corso di un intervista televisiva lo stesso Antonio Saramas.

 

                                                                                            

La complessa e confusa situazione politica greca dunque sembra aver trovato un nuovo assetto in cui il partito di sinistra radicale Syriza tenterà di accettare ed affrontare la dificilissima sfida che la attende.  I risultati delle elezioni confermano che il partito di sinistra Dimar e Syriza che lo precede, hanno rifiutato una coalizione con la Nuova Democrazia mentre il partito comunista e il partito Greci Indipendenti, non hanno nemmeno accettato l’idea di un incontro con Samaras. Il Pasok è arrivato in terza posizione accettando di collaborare a condizione che gli altri partiti di sinistra accettino anch’essi di collaborare.
Syriza ha ora tre giorni per formare un governo di coalizione. Il capo Alexis Tsipras ha espresso chiaramente la strada che intende intraprendere. “I leader europei devono capire che le politiche di austerità hanno sofferto la disfatta”. I risultati ufficiali delle elezioni di domenica 6 maggio 2012 in Grecia conferiscono quindi al partito Saryza il 16,7% delle preferenze e si piazza prima del Pasok che ha ottenuto il 13,2% dei voti. Nel 2011 la Grecia indebitata per poco non abbandonò la moneta unitaria europea. La Banca Centrale Europea propose allora di ridurre le spese del paese. La Grecia aumentò le imposte, i tassi di licenziamento, diminuito i salari e le pensioni provocando la rabiosa reazione del popolo greco.

Manuel Giannantonio

8 marzo 2012

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