Siria: Italia mandera’ 15 osservatori. Fin ora 1122 bimbi uccisi

L’Italia invierà 15 osservatori in Siria, i primi 5 arriveranno nel paese a partire già dalla prossima settimana quando il Consiglio dei ministri (che si riunirà lunedì pomeriggio) sarà chiamato a dare conferma alla missione internazionale dell’Onu che in toto prevede l’invio di 300 osservatori in tutti il paese.
A dichiararlo è stato quest’oggi, a Roma, Mario Monti durante una conferenza stampa con il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan durante la quale ha anche affermato che al momento per “combattere” la crisi siriana non ci sono valide alternative se non quella dell’azione unitaria e coesa della Comunità internazionale.

Queste le parole di Monti: “Turchia e Italia sono due fattori di stabilità nel Mediterraneo e sono impegnate nella ricerca di una soluzione per la crisi siriana e abbiamo convenuto di continuare a tenerci in stretto contatto. L’Ue ha avuto la capacità di mantenere una linea comune che trova nelle sanzioni un importante strumento di pressione. Ora anche il consiglio di sicurezza dell’Onu dopo molte esitazioni, ha cominciato a muoversi verso uno sforzo comune della comunità internazionale. Al momento non vediamo alternative realistiche”.

Questo invece quanto affermato da Erdogan: “In Siria e’ in atto l’applicazione del piano di pace dell’inviato speciale Kofi Annan, ma devo ammettere che ho ormai perso le speranze per una risoluzione alla crisi che da oltre un anno investe la regione. Non so piu’ cosa auspicare. Non riusciamo a trovare una soluzione. “Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe muoversi diversamente anche sul piano degli osservatori internazionali. Cosa possiamo fare di 50 osservatori? Un numero così esiguo di diplomatici dell’Onu in Siria non e’ in grado di supervisionare una regione cosi’ grande ce ne vorrebbero almeno tremila per coprire in contemporanea tutte le zone del Paese”.

Conferenza questa che mette in risalto ancora una volta il ruolo fondamentale di raccordo tra Europa e Medio Oriente che la Turchia può attuare e che potrebbe portare il paese presto all’ingresso nell’Unione, anche se gli ostacoli sono ancora molti.

Lo stesso Monti ha tal proposito ha affermato: “Nel colloquio ho riaffermato il sostegno dell’Italia, forte e convinto, alla piena adesione all’Ue della Turchia e ho affermato la speranza che il negoziato di adesione possa proseguire con uno slancio rinnovato. La Turchia può portare un valore aggiunto, economico, geopolitico, strategico, culturale ad un’Europa anziana demograficamente, stanca e non piena di impulso economicamente. La Turchia è un Paese vibrante, più giovane come struttura demografica, in ascesa economica, con l’ottimismo sul futuro (per saperne di più sull’ingresso della Turchia in U.E. clicca qui).

Intanto in Siria ha avuto luogo la “farsa” delle elezioni parlamentari, per lo più boicottate dai cittadini, volute dallo stesso Assad e, come denunciato dagli attivisti, completamente manipolate dal regime. Per il governo le votazioni si sono svolte in un clima di calma e senza problemi, non dello stesso parere attivisti e associazioni umanitarie che hanno denunciato la morte in tutto il paese di almeno 24 persone, la maggior parte civili in diversi epicentri della rivolta.
La stessa Casa Bianca in una nota ha definito quanto avvenuto come: “Elezioni che rasentano il ridicolo”.
Continua a crescere il numero di vittime in Siria mentre la conta dei bambini che hanno perso la vita supera quota 1122 (dati diffusi dai Comitati Locali di Coordinamento della rivoluzione) e mentre quel piano di pace di Annan continua a non essere mai stato rispettato.
Oggi il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha parlato di “situazione intollerabile” in Siria, un intollerabilità che fin ora ha causato oltre 10.000 vittime fra i civili in meno di 14 mesi di violenze, repressioni ed azioni inumane.

Enrico Ferdinandi

8 maggio 2012

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