Canada: Omar Khadr, ex detenuto di Guantanamo, torna libero

Canada: Omar Khadr, ex detenuto di Guantanamo, torna libero
Omar Khadr, a 15 anni quanto è stato arrestato e Omar oggi. Foto: Human Right Watch

La giustizia canadese ha ordinato la liberazione su cauzione dell’ex detenuto di Guantanamo Omar Khadr, catturato a soli 15 anni in Afghanistan e incarcerato per 13 anni. La decisione è maturata anche come opposizione nei confronti del partito conservatore

Omar Khadr raggiante per la riconquista della sua "libertà parziale"
Omar Khadr felice per la riconquista della sua “libertà parziale”

ALBERTA – “C’è qualcosa dentro di te che nessuno ti può toccare nè togliere, se tu non vuoi, si chiama speranza!”. Questa frase, tratta dal film le ali della libertà di Tim Robbins, è probabilmente risuonata molte volte nella testa di Omar Khadr durante la sua detenzione. “Sono felice, incredibilmente felice, ci sono voluti così tanti anni”, ha dichiarato il suo avvocato Dennis Edney all’uscita del tribunale di Edmonton sui principali canali televisivi. “È un bel giorno per la giustizia”, ha aggiunto raggiante.

L’avvocato ospiterà Omar Kahdr subito dopo la sua liberazione nella giornata. Il domicilio dell’avvocato era proprio una delle condizioni fondamentali della sua libertà condizionata.

Arrestato nel 2002 in Afghanistan all’età di 15 anni, Omar è stato trasferito nel carcere americano di Guantanamo, dov’è rimasto per ben dieci anni. Successivamente trasferito in una prigione di massima sicurezza in Canada, era passibile di libertà condizionata ma il governo canadese si è sempre opposto alla sua liberazione.

Le condizioni dettate per il suo rilascio, comportano una spesa di 5000 dollari, ossia la metà della cifra reclamata dal governo. Omar Kahdr, dovrà ugualmente indossare un braccialetto elettronico e rispettare un coprifuoco. Inoltre, i suoi spostamenti saranno circoscritti alla provincia di Alberta, zona nella quale ovviamente risiede il suo avvocato difensore. Non potrà uscire di casa dalle 22 alle 7.

La storia di Omar ha colpito molte persone. I media hanno dipinto quest’uomo, un ragazzo di soli 15 anni nel momento dell’arresto, come un terrorista. Gli è stata strappata la libertà e uomini come Dennis Edney sono convinti che si sia trattato di un grande errore. Quest’ultimo, infatti, si è offerto di finanziare gli studi di Omar in una piccola struttura universitaria di Edmonton. Un gesto di straordinaria umanità e solidarietà, volto alla riabilitazione societaria di un uomo diventato tale in carcere.

Omar, è stato catturato dall’esercito militare americano in territorio afgano e accusato di aver ucciso con una granata un sergente americano, Christopher Speer. Nel 2010, un tribunale speciale dell’esercito americano, ha condannato il giovane ragazzo a otto anni di prigione per l’omicidio. L’uomo, ha dichiarato di essere stato vittima di diversi abusi da parte di agenti americani.

In vista dell’accordo con il Pentagono, Omar ha potuto lasciare Guantanamo scontando la sua pena nello Stato canadese, dove si è trasferito nel 2012.

Omar Khadr, a 15 anni quanto è stato arrestato e Omar oggi. Foto: Human Right Watch
Omar Khadr, a 15 anni quanto è stato arrestato e Omar oggi. Foto: Human Right Watch

La sua storia è decisamente toccante. Omar, è stato vittima due volte. Prima di una guerra della quale non capiva nemmeno il significato, vista l’età all’epoca del fatto, e poi della giustizia americana. Il carcere di Guantanamo (che Barack Obama aveva promesso di chiudere durante la sua carica di presidente degli Stati Uniti), è ancora oggi nell’occhio del vortice mediatico. Sul banco degli imputati, la terribile pratica dell’alimentazione forzata (esercitata anche attraverso sonde rettali che somministrano sostanze nutritive). Per protesta, molti detenuti hanno proclamato lo sciopero della fame.

Le circa 137 persone del personale medico, affrontano giorno per giorno 166 detenuti e giustificano questa brutale pratica come necessaria per la loro sopravvivenza. È in questo contesto che un ragazzo di 13 anni è stato rinchiuso. Oggi finalmente, grazie anche all’enorme sostegno di Ong, quali Amnesty International, è stato possibile restituire la libertà a un uomo che si è visto togliere il futuro e che non vedrà restituito il suo passato. Oggi può finalmente pensare a progettare il suo domani.

 Di Manuel Giannantonio

([email protected])

8 Maggio 2015

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