Stati Uniti: l’ISIS rivendica l’attacco in Texas contro le caricature di Maometto

Stati Uniti: l’ISIS rivendica l’attacco in Texas contro le caricature di Maometto
Il tweet che rivendica l'attacco

Il gruppo jihadista ha rivendicato questa mattina l’attacco di domenica scorsa contro un raduno islamofobo che ha organizzato un concorso di caricature del profeta Maometto

La scena dell'attacco di Garland Texas Foto: BuzzFeed
La scena dell’attacco di Garland Texas Foto: BuzzFeed

TEXAS – Il gruppo estremista dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante ha rivendicato via social questa mattina l’attacco texano della settimana scorsa. In un raduno islamofobo per il quale è stato organizzato un concorso di caricature di Maometto, sono stati abbattuti due uomini pesantemente armati. Il loro obiettivo era quello di attaccare direttamente le persone presenti al raduno. Fortunatamente, sono riusciti soltanto a colpire lievemente un agente della sicurezza.

“Due soldati del califfato hanno condotto un attacco contro un’esposizione di caricatura contro il profeta a Garland, Texas, America”, afferma l’organizzazione che minacci ugualmente gli Stati Uniti: “Diciamo all’America: che si prepari, sarà più importante. Vedrete delle cose orribili condotte dai soldati dello Stato Islamico”. Secondo i media americani, i due presunti islamici erano Elton Simpson 31 anni, e Nadir Soofi, 34 anni. I due, secondo le rivelazioni del “Los Angeles Times” dividevano a Phoenix, nello Stato dell’Arizona.

Il tweet che rivendica l'attacco
Il tweet che rivendica l’attacco

Questo attacco, riporta alla mente i recenti fatti di Parigi e la strage di Charlie Hebdo, soprattutto per la motivazione del gesto. Il dibattito sulla libertà d’espressione torna a far discutere. Si può o non si può disegnare una caricatura del profeta? Si offende la religione e i credenti facendola diventare oggetto di satira? Quello che è certo è che non si può morire per una vignetta.

Non si può non superare la presa in giro di una satira, una società che vive di tabù è una società che si deteriora. Nel rispetto della legge, il diritto alla caricatura è sacro come lo è il diritto a manifestare. Charlie Hebdo può e deve prendere in giro i simboli del fondamentalismo islamico così come lo fa con i simboli e i valori della cultura occidentale e del proprio paese in primis. È una regola non negoziabile. Accettare la satira, è il pieno esercizio della democrazia, una prova dell’effettività di un sistema democratico. Se la penna è un’arma, non è necessario usufruirne costantemente. Oggi, un dibattito su questo tema deve avere luogo per il rispetto di una libertà personale. La libertà di esprimersi e d’informare non implica necessariamente di porsi sempre nella zona dei suoi confini che purtroppo possono risultare decisamente pericolosi. #jesuischarlie è stata una spontanea e meravigliosa campagna mondiale a favore della libertà di parola e di espressione, l’utilizzo delle piattaforme social per promuovere e diffondere una causa di grande valore sono una delle migliori risposte che le masse hanno fornito. Questo è già qualcosa, non credete?

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
7 Maggio 2015

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