Stati Uniti: Obama ufficialmente in corsa per il secondo mandato

A sei mesi dalle elezioni presidenziali americane, l’attuale presidente Barack Obama ha tenuto sabato i suoi primi meeting ufficiali per la sua campagna, l’occasione dunque di replicare al suo diretto avversario (non ancora ufficiale in attesa della convention di Tampa in Florida), anche se le condizioni economiche del paese non sono certamente buone. In compagnia della popolarissima moglie Michelle, il presidente cerca di stimolare il blocco degli attivisti che gli sono stati fondamentali e decisivi per la sua elezione alla Casa Bianca nel 2008.     

Nel corso di un primo raduno a Columbus nell’Ohio del Nord, Obama ha dichiarato alla folla presente che Mitt Romney sarebbe il presidente delle “idee negative” tanto da diminuire le imposte per i ricchi e le spese nei programmi sociali. “E la scelta di queste elezioni e la motivazione della mia candidatura ad un secondo mandato come presidente degli Stati Uniti d’America” ha spiegato Obama seguito dall’ovazione del pubblico. Il presidente ha sottolineato che aveva preso le sue funzioni nel 2009 nel mezzo della più grave crisi dagli anni 30, riconoscendo in maniera implicita che i tempi sono ancora duri per il popolo americano.                                                                    “Non abbiamo abbandonato”, aggiunge: “questa crisi dura da anni e l’economia conosce sempre momenti di maggiori difficoltà e ciò necessiterà di sostegno persistente, i vostri e il mio perché il paese possa rimettersi completamente”. Obama sfrutta l’occasione anche per rispondere ad una dichiarazione di Romney avvenuta nel corso di un meeting elettorale ad agosto, quando affermò “le imprese sono persone”, Obama ha così replicato: “le imprese non sono persone, le persone sono persone”. Anche la signora Obama si è espressa prendendo la parola e rivolgendosi agli operai ricordando le proprie umili origini. Ha inoltre ricordato il difficile passato del marito presidente ricordando che era figlio di una madre sola, cresciuto tra mille difficoltà, dipingendolo come uno del popolo. Barack Obama ha sostenuto successivamente un altro meeting a Richmond nella Virginia dell’Est, dove ha chiesto agli americani di non puntare sull’ex governatore del Massachussets, assicurando che questo multi-milionario, vuole prima ricompensare se stesso e i suoi amici ricchi riducendo le imposte.                                                                                          Come l’Ohio, la Virginia è uno Stato chiave per le elezioni presidenziali del 6 novembre. Questi Stati hanno votato la democrazia nel 2008, ma la situazione sembra essere cambiata in questi anni, dopo tre anni e mezzo di potere all’ombra della disoccupazione che ha incrementato la recessione nel 2007-2009. Di fronte a questo bilancio economico e l’impossibilità del “cambiamento” Obama sembra aver abbandonato il principio della speranza e della sua audacia, sembra piuttosto agire contro Romney e la sua negatività. Il favorito numero uno delle elezioni repubblicane Mitt Romney invece agisce puntando il dito contro la situazione economica in cui è avvolta il paese, sulla disoccupazione, preoccupazione principale del popolo americano. Nel 2008 Obama vinse nell’Ohio con una larga maggioranza, ma questo Stato duramente investito dal problema disoccupazione ha eletto ora un governatore repubblicano. Lo staff del presidente americano agisce in questi Stati proponendo delle pubblicità negative rilanciando con entusiasmo dei filmati alla gloria del bilancio Obama. Come la riforma sanitaria, il salvataggio delle banche e dell’industria automobilistica, la fine della guerra in Iraq e l’uccisione del capo di Al Qaeda, Osama Bin Laden.       

Manuel Giannantonio

6 maggio 2012

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