Ucraina: l’ombra del boicottaggio dei vertici dell’Europa sugli Europei 2012

La sorte dell’ex primo ministro ucraino preoccupa molto alcuni dei dirigenti europei che invocano il boicottaggio della manifestazione calcistica continentale prevista per l’8 giugno in Polonia e Ucraina, che sono i paesi ospitanti e organizzatori. Sugli Europei di calcio 2012 dunque c’è l’ombra della diplomazia Europea che si ribella al trattamento riservato alla Timoshenko, detenuta in carcere con l’accusa di abusi di ufficio nel 2009.

La delegazione dell’Unione Europea a Kiev ha quindi annunciato che nessun membro della commissione presenzierà nelle manifestazioni degli Europei 2012. “Il presidente della commissione, José Manuel Barroso, non ha alcuna intenzione di andare in Ucraina o di partecipare ad eventi che riguardano la manifestazione stessa.

 

Questa posizione è condivisa da tutti i commissari europei”, questo è quanto pubblicato dalla rappresentazione diplomatica Europea sulla sua pagina Facebook. L’Ucraina è sostenuta da una sola voce, quella del presidente russo, Vladimir Putin che aveva comunque in precedenza condannato e criticato la situazione in cui si trova la Timoshenko. “Lo sport e la politica dovrebbero rimanere divisi”, ha dichiarato l’agenzia stampa russa Novosti. “In nessun caso la politica e gli affari esteri dovrebbero essere fuse con lo sport”, ripete Putin sottolineando che: “ attaccato ai principi sostenuti dal Comitato Internazionale Olimpico confermo che lo sport deve restare al di fuori della politica”. Incarcerata dallo scorso agosto e condannata dal mese di ottobre, la leader della “rivoluzione arancione” ha dichiarato che degli impiegati della struttura in cui è detenuta gli hanno inflitto dei colpi durante il suo periodo di ospedalizzazione “forzata” nella clinica di Kharkiv il 20 aprile. Già sofferente per via di problemi alla schiena, ha iniziato uno sciopero della fame il 20 aprile per denunciare le violenze subite in detenzione.

La stampa ucraina ha pubblicato delle fotografie del 25 aprile che hanno fatto il giro del mondo, che evidenziavano ematomi sul braccio e sullo stomaco dell’ex primo ministro. Il servizio carcerario ha negato a più riprese la responsabilità diretta e qualsiasi tentativo di uso della forza. Il procuratore regionale di Kharkiv ha confermato che Julia Timoshenko è stata condotta di forza all’ospedale smentendo però l’uso della violenza.

Malata e sotto lo sciopero della fame a oltranza,  la Timoshenko ha accettato di farsi curare da un medico tedesco, nell’ospedale del carcere. Mercoledì l’Austria aveva annunciato che l’insieme del proprio governo boicotterà le partite in Ucraina per esprimere solidarietà alla Timoshenko. In serata il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders, ha fatto sapere che si assocerà ai numerosi colleghi europei e non parteciperà in alcuna maniera agli Europei in Ucraina. Secondo la stampa tedesca invece la cancelliera e i suoi ministri potrebbero unirsi al movimento se la Timoshenko non sarà liberata prima dell’inizio della manifestazione. Angela Merkel ha annunciato che deciderà all’ultimo momento se assisterà o meno alle partite, aggiungendo che lo Stato di diritto in Ucraina desta molte preoccupazioni. La Francia tramite un suo portavoce Vincent Floreani, ha dichiarato che si aspetta che il paese e le autorità rispettino i loro impegni sulla libertà e a prendere nelle prossime settimane le decisioni necessarie al riguardo. Nel bel paese Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico invita il governo Monti a seguire il comportamento del governo tedesco, aggiungendo che “non è possibile che un paese europeo possa violare impunemente i diritti umani: sono valori sanciti dalla Carta di diritti fondamentali della Comunità Europea”.  La diplomazia italiana si è comunque espressa tramite il ministro degli Esteri Giulio Terzi che si è  pronunciato come molto preoccupato chiedendo al governo ucraino di “fare luce” sulla denuncia di violenze fisiche subite da Giulia Timoschenko nel carcere di Kharkiv. I vertici Europei rimangono comunque in attesa dell’inizio del nuovo processo nei confronti dell’ex primo ministro, accusata di malversazione ed evasione fiscale per fatti risalenti agli anni 90 che inizierà il 21 maggio. L’inizio di questo processo potrebbe bastare a garantire assenze illustre negli stadi della manifestazione non ancora iniziata e già avvolta dalla polemiche.

Manuel Giannantonio

5 maggio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook