Nepal: dalla devastazione emerge un sopravvissuto di 101 anni

Nepal: dalla devastazione emerge un sopravvissuto di 101 anni
Una delle foto simbolo della tragedia; due bambini si abbracciano cercando di confortasi Foto: Reuters

Mentre le regioni devastate restano ancora inaccessibili otto giorni dopo il sisma, un sopravvissuto di 101 anni è stato estratto vivo dalle macerie della sua abitazione. L’ultimo bilancio è di più di 7 000 morti e 14 000 feriti ed è soggetto ad aumentare con i prossimi aggiornamenti

Una delle moltissime strutture andate distrutte a Katmandu Foto: BBC
Una delle moltissime strutture andate distrutte a Katmandu Foto: BBC

KATMANDU – Ferito alla caviglia destra e alla mano, il centenario Funchu Tamang è stato salvato dalle macerie della sua casa, nel distretto di Nukawot, situato a nord ovest di Katmandu. È stato trasportato all’ospedale, come annunciato dalla polizia locale. La sua vita non è in pericolo.

Nonostante questo episodio di speranza, le autorità non nutrono più speranze per il ritrovamento di altre persone ancora sotto le macerie. All’appello mancano ancora centinaia di persone e il governo ha prevenuto che l’attuale bilancio non è assolutamente definitivo e quindi soggetto ad aumentare.
Secondo le ultime cifre, almeno 7040 persone sono morte e altre 14 000 ferite dopo il terremoto di magnitudo 7,8, che ha colpito il Nepal il 25 aprile scorso, devastando letteralmente la capitale Katmandu e le regioni limitrofe. L’epicentro era a 70 km dalla capitale.
“Restano ancora villaggi che non siamo riusciti a raggiungere”, ha spiegato il ministro dell’economia nepalese, Ram Sharan Maha, sottolineando che le scosse di assestamento sono state incessanti.

Il tweet di Jason Morrell della CNN con le prime immagini di Funchu Tamang dopo il salvataggio:


Secondo la federazione internazionale delle società della Croce Rossa “centinaia di villaggi nei distretti duramente colpiti nei pressi dell’epicentro, hanno subito una devastazione totale”. Nel solo distretto di Sindupalchowk, 40 000 case sono andate distrutte.
L’accesso in queste zone resta particolarmente difficile. L’altitudine, l’ampiezza dei danni, e le ridotte possibilità di atterraggio per gli elicotteri, aggravano l’impraticabilità dei soccorsi.

“Le operazioni di salvataggio proseguono, ma la priorità attuale è quella di portare aiuto” ai sopravvissuti che non l’hanno ancora ricevuto. Soprattutto beni di prima necessità, come ha ribadito il portavoce del ministro degli Interni, Laxmi Prasad Dhakal.

Una delle foto simbolo della tragedia; due bambini si abbracciano cercando di confortasi Foto: Reuters
Una delle foto simbolo della tragedia; due bambini si abbracciano cercando di confortarsi Foto: Reuters

L’Unicef ha esortato tutto l’aiuto possibile per evitare l’emergenza di epidemie nelle zone più colpite. “Gli ospedali sono pieni, l’acqua è diventata sempre più rara, e i cadaveri sono distesi fuori. È un terreno fertile per la proliferazione delle malattie”, come spiega Rownad Khan, rappresentante specializzato dell’ONU per l’infanzia.

Alcuni aerei, carichi di beni di prima necessità, sono fermi all’aeroporto internazionale di Katmandu, e le Ong sono alle prese con interminabili procedure burocratiche. La lentezza dell’amministrazione nepalese sta causando gravi ritardi.
Il direttore dell’aeroporto di Katmandu, ha fatto sapere che alcuni grandi aerei non possono atterrare perché la pista potrebbe non reggere il loro peso. “Qualsiasi velivolo con peso superiore alle 196 tonnellate non sarà autorizzato ad atterrare nell’aeroporto di Katmandu”, ha dichiarato Prasad Shrestha.

Per ora i soccorsi hanno recuperato circa 50 corpi, di cui sei turisti stranieri, nei pressi della regione di Langtang. Una regione nota per i panorama mozzafiato e i percorsi di trekking. Le nazionalità delle vittime non sono state ancora rese note.
“La nostra priorità è di evacuare i sopravvissuti. Ne abbiamo soccorsi 350, di cui la metà erano turisti o guide”, ha spiegato Uddav Prasad Bhattarai, responsabile del distretto di Rasuwa. Ad oggi, sono stati identificati 54 stranieri, morti in quel terribile giorno.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
3 Aprile 2015

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