Guerra di Gaza: la giustizia militare israeliana emana le “prime accuse”

Guerra di Gaza: la giustizia militare israeliana emana le “prime accuse”
Soldato palestinese. Foto: ArabPress

Israele ha condannato tre soldati sospettati di furto. Sono stati i primi ad essere perseguiti dalla legge israeliana per l’ultima guerra di Gaza, come divulgato oggi da una fonte militare

Soldato palestinese. Foto: ArabPress
Soldato palestinese. Foto: ArabPress

ISRAELE – “Due soldati sono stati accusati di aver rubato denaro (2.420 shekels circa 620 dollari) in un palazzo di Chajaya dove stazionavano le truppe” durante un’operazione via terra, come indicato dall’esercito. Un terzo soldato è stato accusato di complicità. Il quartiere di Chajaya nella zona di Gaza, è stato teatro di uno degli scontri più violenti della guerra combattuta tra luglio e agosto 2014.

Queste accuse, che risalgono alla settimana scorsa, sono state annunciate nelle ore in cui è attesa la pubblicazione di un rapporto dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), che deve pronunciarsi sui colpi omicidi subiti nelle zone in cui l’organizzazione stessa opera, generalmente imputati ad Israele. La condotta di questa guerra da parte di Israele continua ad essere sotto la lente d’ingrandimento di molte inchieste internazionali.

Per i Palestinesi, Israele è direttamente colpevole di crimini di guerra proliferati durante il conflitto che ha provocato la morte di circa 2 .200 Palestinesi, dei quali 1.500 civili secondo le cifre dell’ONU, e distrutto inoltre larga parte del territorio. Nelle fila Israeliane sono morte 73 persone, di cui 67 soldati.
Israele non accetta le inchieste internazionali, parziali secondo il premier Netanyahu che assicura di essere capace di garantire la giustizia, descritta come la più morale “del mondo”. Tuttavia, sono già in corso diverse inchieste militari, compreso l’apertura di inchieste per fatti ben più gravi di semplici furti, che in una guerra non sono di certo tra i fatti più rilevanti. La morte di quattro bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni sulla spiaggia di Gaza il 16 luglio 2014 o il bombardamento di una scuola dell’ONU in cui sono morte 20 persone il 30 luglio 2014 a Jabalya, ridicolizzano e ridimensionano queste accuse, gridando giustizia.  L’ONU deve pubblicare nei prossimi giorni un rapporto d’inchiesta ordinato dal segretario generale Ban Ki Moon sugli attacchi omicidi nei confronti delle strutture appartenenti all’Ong.

“Sei installazioni dell’URNWA sono state colpite durante sette occasioni, direttamente o indirettamente, mentre decine di civili, compresi personale dell’UNRWA, sono stati uccisi”, ha ricordato lunedì Chris Gunness, portavoce dell’agenzia dell’ONU per i rifugiati Palestinesi. L’inchiesta dovrebbe anche esaminare in dettaglio i sospetti che i locali dell’Ong possano essere stati sfruttati per immagazzinare e nascondere armi.
La lotta diplomatica è quindi aperta visto che Israele accusa i combattenti Palestinesi, a cominciare da quelli di Hamas, di essersi serviti delle popolazioni civili come scudi umani. Un’altra commissione d’inchiesta, del Consiglio dei diritti dell’Uomo dell’ONU, pubblicherà a giugno un rapporto sul conflitto.

I Palestinesi non accordano nessun credito agli investigatori israeliani. Sono diventati il 1° aprile, membri della Corte Penale Internazionale per ottenere l’accusa ufficiale dei dirigenti israeliani per crimini di guerra, in particolar modo per quelli commessi a Gaza. Il procuratore della CPI, Fatou Bensouda, ha deciso lo scorso gennaio un esame preliminare degli eventi successivi al mese di giugno 2014, che sono culminati con la Guerra di Gaza, con l’intento di decidere se aprire o meno un’inchiesta.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
27 Aprile 2015

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