Africa, attentati contro cristiani in Nigeria e Kenya: 22 morti

Chiese ed università nel mirino dei terroristi anti-cristiani che nelle ultime ore hanno compiuto attentati in Kenya e Nigeria causando la morte in tutto di 22 persone.
A Nairobi (capitale del Kenya) ieri è stata fatta esplodere una granata in una chiesa dove è morta una persona e ne sono rimaste ferite quindici. Attentati di questo tipo si susseguono da oltre un anno, la maggior parte delle volte non vengono rivendicati ma le autorità ritengono che siano opera degli Shabaab somali.

Più grave il bilancio in Nigeria dove nell’università di Bayero a Kano (nel Nord del paese) è stato fatto esplodere un ordigno durante una messa allestita nei pressi di un teatro usato dagli studenti cristiani per le funzioni liturgiche. All’esplosione è seguita una cruenta sparatoria che ha causato la morte di 21 persone, tra cui due bambini e decine di feriti.
I testimoni presenti hanno parlato di un vero e proprio assalto militare condotto da uomini ben armati che hanno portato avanti il loro “raid” per oltre 30 minuti con molte esplosioni e colpi d’armi da fuoco. Secondo una prima ricostruzione vi sarebbero state almeno tre esplosioni intorno al teatro. Kano è uno dei luoghi simbolo della “battaglia”, la sharia, che la setta islamica Boko Haram sta portando avanti in tutto il paese contro i cristiani. Una guerra di religione che fin ora ha causato già centinaia di vittime.
Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi ha così commentato quanto accaduto in Nigeria e Kenya: “I nuovi attacchi terroristici avvenuti in occasione di celebrazioni religiose cristiane sono fatti orribili ed esecrabili, da condannare con la massima decisione. Bisogna essere vicini alle vittime e alle comunità che soffrono per questa odiosa violenza, che si abbatte su di loro proprio mentre celebrano pacificamente una fede che annuncia amore e pace per tutti. Bisogna continuare ad incoraggiare l’intera popolazione, aldilà delle differenze religiose, a non cedere alla tentazione di cadere nel circolo senza uscita dell’odio omicida”.

Enrico Ferdinandi

30 aprile 2012

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