Stati Uniti: la legge CISPA promossa dalla camera dei rappresentanti

La camera dei rappresentanti di Washington D.C a votato nella notte trascorsa la Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA). Con 248 voti contro 198, la vittoria è larga per la maggioranza repubblicana. Una ventina di deputati democratici si sono inoltre aggiunti alla causa sostenendola.

In settimana un rappresentante della Casa Bianca aveva espresso l’opposizione dell’amministrazione Obama al progetto ricordando che il presidente democratico potrebbe aver ricorso al suo diritto di veto per bloccare il passaggio e la conseguente promulgazione della legge. Molteplici grandi organizzazioni del web hanno già espresso il loro sostegno al progetto di legge e nella metà del mese di aprile Facebook giudicava prioritario l’obiettivo della sicurezza degli internauti. L’Unione Americana per le Libertà Civili ha affermato: ”La sicurezza non deve essere condotta all’abdicazione della vita privata degli Americani in linea. Come abbiamo visto abbiamo a diverse riprese, una volta che il governo ottiene vaste autorità nazionali di sicurezza, non si ritorna indietro”. D’altronde la Center for Democracy and Tecnology (CDT) rileva delle lacune fondamentali. Questa associazione di difesa dei diritti dei cybernauti teme una “cyber minaccia” presente nel testo per permettere la raccolta di dati di primo ordine, specialmente nei social network. Si teme anche per la protezione della proprietà intellettuale. In questa ipotesi si dovrebbe comunicare al governo americano le identità dei pirati informatici. Alcuni sono intenzionati a denunciare la procedura del voto alla camera dei rappresentanti. La data delle votazioni sarebbe effettivamente stata anticipata, erano previste per venerdì scorso e non prima. Ora tocca al Senato, di maggioranza democratica, studiare adeguatamente il progetto di legge.        

Manuel Giannantonio

29 aprile 2012

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