Stati Uniti: l’FBI riconosce di aver giustiziato condannati per errore

Stati Uniti: l’FBI riconosce di aver giustiziato condannati per errore

La polizia federale ammette «errori scientifici dell’FBI (Federal Bureau Investigation) nell’analisi di capelli al microscopio» come confermato dai risultati di alcuni rapporti di laboratorio

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Logo dell’FBI presso la sede dell’organizzazione a Quantico nello Stato della Virginia Foto: Washington Post

QUANTICO (VIRGINIA) – Domenica l’ufficio investigativo Americano ha ufficialmente rivelato di aver commesso degli errori nel decretare la pena di morte di alcuni uomini, ribadendo che la cosa non si ripeterà.

In risposta al rapporto dell’ispezione generale di luglio, l’FBI ammette errori relativi alle proprie analisi scientifiche che attestavano l’autenticità della prova decretando, di fatto, la pena di morte di diversi prigionieri.

L’FBI sfrutta le analisi mitocondriali per lo studio dei capelli attraverso il microscopio, come spiega l’organizzazione in un apposito comunicato congiunto con il ministero della giustizia dal quale dipende.

Il comunicato inoltre cita che: «il ministero e l’FBI si impegnano ad assicurare che i prigionieri coinvolti siano notificati degli errori passati e che giustizia sia fatta in ogni caso». Tuttavia, sempre secondo lo stesso rapporto, la condanna a morte di almeno 60 prigionieri, di cui tre già giustiziati, potrebbe essere stata decisa sull’analisi errata degli elementi a disposizione e su testimonianze di dubbia natura. Uno dei tre prigionieri, giustiziato nel Texas nel 1997, non sarebbe stato accusato senza gli elementi difettosi a suo carico.

Un altro detenuto è stato riconosciuto innocente 27 anni dopo la sua condanna e almeno altri cinque verdetti sono stati annullati. L’annullamento in questione è stato sancito dopo la certificazione di un analista dell’FBI delle «analisi errate e di testimonianze inattendibili».

Nelle raccomandazioni fatte al ministero della Giustizia, l’OIG ha presentato una lista dei condannati, i cui dossier sono stati rivisti meticolosamente da squadre di scienziati indipendenti al fine di poter riesaminare tutti gli elementi e poter prendere così «tutte le misure immediate per assicurarsi che questi accusati siano informati sul fatto che la loro pena di morte possa essere rivista in virtù delle analisi e di deboli testimonianze».

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Molti errori sono stati commessi nel giustiziare condannati a morte

Questa situazione non costituisce certo una novità. Nel 1997, infatti, un primo rapporto dell’OIG rivelò le gravi irregolarità commesse in alcune inchieste giudiziarie da 13 analisti del laboratorio dell’FBI a Quantico nello Stato della Virginia. Diciassette anni dopo, la stessa organizzazione ha accusato l’FBI di negligenza e di aver considerato troppo alla leggera i casi di pena di morte negli anni successivi. Le autorità locali, la difesa e l’accusa non hanno battuto ciglio, rendendo impossibile una completa revisione delle pene, e tre uomini nel frattempo sono stati giustiziati come rivela il rapporto.

L’ispettore generale del ministero della Giustizia americano ha fustigato l’FBI che ha formalmente promesso che casi simili non si ripeteranno. Sancito anche l’impegno di intervenire in ogni tipologia di errore ogni qualvolta sia possibile.

Lo stato del Texas, di New York e della Carolina del nord sono già in fase di revisione di alcuni così mentre altri 15 Stati avvieranno a breve nuove analisi sui proprio dossier.

 Di Manuel Giannantonio

([email protected])

20Aprile 2015

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