Oslo: contro Breivik in 40mila cantano ”Children of the Rainbow”

Rispondere all’odio e all’ignoranza con l’amore e con una delle più alte forme d’armonia: la musica. Questo lo scopo delle 40mila persone che quest’oggi si sono riunite ad Oslo, in piazza  Youngstorget, per cantare la canzone ‘Children of the Rainbow’, ovvero Bambini dell’Arcobaleno, e manifestare così non tanto, non solo, il disprezzo ma quanto la lontananza da quanto messo in atto (e mai rinnegato) da Anders Behring Breivik.

Questa è proprio la canzone più odiata dall’uomo che lo scorso 22 luglio uccise 77 persone e che in questi giorni durante il processo non ha mostrato segni di pentimento anzi. Queste alcune delle frasi da lui pronunciate in questi giorni: “Non sono un caso psichiatrico e sono penalmente responsabile. Ma essendo un militante nazionalista, sono esposto ad un grave razzismo. Cercano di delegittimarmi da tutto quello in cui credo”.
Un credo sbagliato che stride con il testo della canzone di Lillebjorn Nilsen. L’autore della canzone oggi era presente ad Oslo con la sua chitarra e centinaia di bambini e persone che (dopo essersi messi d’accordo sul web) si sono presentate in piazza con impermeabili multicolore, bandiere norvergesi e rose, poi tutti insieme hanno intonato: “Vivremo insieme, ognuna sorella e ognuno fratello, piccoli figli dell’arcobaleno e di una terra verde”.
Un canto divenuto poi corteo diretto verso il tribunale dove sono state adagiate le rose.
Uno degli organizzatori, Lill Hjoennevaag, ha poi affermato in alla tv nazionale NRK TV riferendosi a quanto fatto da Breivik: “Mi sentivo come se stesse calpestando una canzone con cui sono cresciuto e che ora canto a mio figlio”.
Questo è un messaggio forte che fa da contrappeso al crescente numero di persone che sul web creano gruppi che preparano la crociata antijihadista e inneggiano allo stragista di Oslo. Secondo il gruppo antirazzista britannico “Hope not Hate”  in Europa ci sono almeno 133 gruppi di questo tipo. Il modo migliore per fermarli? Scendere più spesso nelle piazze e far sentire al mondo l’armonia che è in grado di generare l’uomo quando è mosso dall’amore.

Enrico Ferdinandi

26 aprile 2012

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