Stati Uniti: l’esemplare sentenza del caso Blackwater

Stati Uniti: l’esemplare sentenza del caso Blackwater

Dustin Heard, Nicholas Slatten, Evan Liberty e Paul Slough sono stati condannati per la morte di 14 civili (gli investigatori iracheni riferiscono 17 morti) a pesanti sanzioni

Dustin Heard, Nicholas Slatten, Evan Liberty e Plaul Slough
Dustin Heard, Nicholas Slatten, Evan Liberty e Plaul Slough

WASHINGTON – Il giudice Royce Lamberth ha manifestato una certa inflessibilità ieri nel decretare la condanna nei confronti di quatto ex mercenari americani che lavorano per la Blackwater USA. Condanne, che consistono nel carcere a vita uno di loro e 30 anni di detenzione per gli altri tre responsabili di aver ucciso almeno 14 civili iracheni nel 2007.

“L’atto selvaggio che ha avuto luogo non può essere approvato dal tribunale”, ha dichiarato il giudice americano alludendo alla decisione degli impiegati della Blackwater di aprire il fuoco sulla folla di piazza Nisour a Baghdad mentre svolgevano la funzione di protezione di un convoglio. Prima di conoscere le loro pene, gli ex mercenari americani, si dichiaravano innocenti. Slough affermò di aver risposto a colpi di arma da fuoco sparati da uomini iracheni in divisa.

Negli anni di attività, la società di mercenari ha firmato diversi contratti governativi da un valore superiore al miliardo di dollari. In Iraq, la sua reputazione era quella di credersi al di sopra della legge. Ex mercenari di questa società privata sono stati condannati lunedì 13 aprile a pesanti sanzioni. L’accusa è quella di essere direttamente responsabili della morte di almeno 14 civili iracheni. Nicholas Slatten, ritenuto responsabile della morte di un civile è stato condannato al carcere a vita mentre Paul Slough, Evan Liberty et Dustin Heard, sono stati processati per omicidio volontario a 30 anni di detenzione. È andata pure bene considerando che i procuratori hanno reclamato tra i 47 e i 57 anni.

Durante il processo, alcuni famigliari delle vittime si sono rivolti agli ex mercenari prima della sentenza. “Ho una domanda (…) Perché avete ucciso mio figlio?”, ha chiesto Fatimah al-Fadwi Kinani, madre di un bambino di 9 anni, che ha espresso il suo dolore attraverso un interprete.
Paul Slough, ha risposto: “Signora Kinani, non potevo e non ho ucciso suo figlio”. Gli avvocati difensori di Slough riferiscono che il ragazzo sia morto sotto i colpi di un mitra M-240, mentre l’ex mercenario usava tutt’altro tipo di arma. I quattro hanno ugualmente affermato di aver risposto agli spari. Tuttavia, nessun testimone ha confermato questa versione.

Il massacro ha evidentemente esacerbato il risentimento degli Iracheni nei confronti degli Americani ed è stato percepito come un caso di impunità della quale godono le società che collaborano per gli States in Iraq. Slatten, uno dei quattro condannati ha dichiarato: “Volevo uccidere tanti iracheni per vendicarmi [degli attentati] dell’11 settembre 2001”, secondo le trascrizioni dei documenti giudiziari. Una dichiarazione che sembra decisamente sostenere il risentimento iracheno.

La Blackwater, la cui licenza in Iraq è stata revocata da Baghdad è stata ribattezzata Xe Services nel 2009 e successivamente Academi due anni dopo. All’arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca nel 2008, il dipartimento di Stato ha annullato il contratto con la società.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
14 Aprile 2015

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