Siria: osservatori a Homs, Hama e Douma, ma oggi altri 40 morti

Almeno 40 civili uccisi nelle ultime ore, a rendere noti questi dati l’Osservatorio siriano dei diritti civili secondo cui l’esercito di Assad sta continuando a sferrare potenti attacchi repressivi che lasciano ben intendere che la tregua prevista nel piano di pace di Kofi Annan non è, anzi, non è mai stata rispettata.

Proprio oggi sono arrivati gli altri osservatori dell’Onu, la loro presenza però non ha scoraggiato le offensive dei militari lealisti, le città più colpite sono ancora Hama, Homs, vari sobborghi nei pressi di Damasco, Deraa, Idlib e Douma, dove sono in corso bombardamenti, sparatorie (con uso sia di artiglieria pesante che di cecchini) e uso spropositato di violenza. Un video presente in rete fa vedere la folla che saluta l’arrivo degli osservatori con grida di gioia e che in queste ore si stanno dirigendo in varie zone del paese tra cui Homs, Hama e Douma.
Resta da capire se anche i nuovi arrivati si lasceranno andare in dichiarazioni, stridenti con la realtà, come quelle del tenente di vascello brasiliano Alexandre Feitosa, che ieri alla BBC Brasil aveva affermato: “Da quando siamo arrivati, abbiamo constatato che il cessate il fuoco viene mantenuto. Abbiamo sentito appena alcuni tiri sporadici, due o tre raffiche al giorno, al massimo”. Feitosa aveva anche dichiarato che non c’è da preoccuparsi anche se da una parte: “In alcune zone di Homs i danni causati dai combattimenti sono ingenti e non sta funzionando nulla – dall’altra parte –  In almeno il 60 o 70% della città la routine sta tornando normale e scuole, moschee e negozi sono tornati a riaprire”.

Vi proproniamo questo video dove alcuni osservatori dell’Onu guardano, assieme all’esercito siriano libero, quanto distrutto dall’esercito lealista a Homs

Enrico Ferdinandi

25 aprile 2012

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