USA2016: Hillary Clinton si candida ufficialmente con l’approvazione di Obama

USA2016: Hillary Clinton si candida ufficialmente con l’approvazione di Obama
Hillary Cliton, ex segretario di Stato americano durante il primo mandato presidenziale di Obama

Hillary Clinton annuncia, senza troppe sorprese, la sua candidatura ufficiale per le primarie democratiche in vista delle presidenziali del 2016. È il secondo tentativo dopo la sconfitta incassata nel 2008 contro l’allora senatore dell’Illinois Barack Obama

Hillary Cliton, ex segretario di Stato americano durante il primo mandato presidenziale di Obama
Hillary Cliton, ex segretario di Stato americano durante il primo mandato presidenziale di Obama

WASHNGTON D.C – «Il tempo di una scelta difficile verrà presto». Hillary Clinton chiuse il suo 2014 con queste parole. Il tempo di questa scelta è finalmente ed evidentemente giunto. Dopo aver edificato il suo team, l’ex segretario di Stato americano ha ufficializzato la sua candidatura. Certamente questo annuncio era nell’aria da tempo. Senatrice dello Stato di New York dalla sua elezione nel 2000, è stata sovrastata dalla freschezza e dall’intelligenza della campagna elettorale di un outisder senatore dell’Illinois che stava per segnare la storia di questo paese diventando di fatto il 44° presidente degli Stati Uniti ma soprattutto il primo presidente afroamericano. Un evento neanche lontanamente sognato dall’attivista politico Malcolm X o dal lungimirante Marthin Luther King Jr.

Otto anni più tardi, a 67 anni, l’ex first lady si inserisce nella serrata corsa delle primarie democratiche. Sprovvista di qualsiasi ruolo istituzionale da tre anni, riesce comunque a dominare la concorrenza in maniera più evidente del 2008. I sondaggi le conferiscono un notevole vantaggio ma nonostante ciò l’ex First Lady dovrà necessariamente battagliare per sradicare l’immagine di donna segreta che le è stata associata ultimamente. I sondaggi infatti stimano 40 punti di vantaggio nei confronti dei suoi avversari per l’investitura democratica. Tuttavia, il suo percorso non si preannuncia così facile, anzi. Le polemiche scaturite da un articolo dell’autorevole “New York Times” datato 2 marzo 2015, riferiscono di un uso esclusivo dell’indirizzo email e di un server personale per la sua corrispondenza elettronica durante i quattro anni passati a Foggy Bottom, il quartier generale di Washington dove ha sede il dipartimento di Stato. Queste supposizioni hanno riacceso le critiche della sposa manipolatrice e segreta. Accuse mosse nei suoi confronti allo scoppio dello scandalo “Whitewater” che complicò notevolmente il primo mandato presidenziale del marito Bill.

Tra i potenziali candidati che potrebbero contestare l’investitura alla Signora Clinton uno soltanto ha un’età inferiore ai 60 anni, Martin O’Malley. Nato nel 1963, ha lasciato il suo incarico di governatore del Maryland a gennaio. L’attuale vice presidente Joe Bideen, 72 anni, sembra non disdegnare l’idea di riprovarci dopo il 2008 mentre il senatore indipendente del Vermont è nella lista ed Elizabet Warren, senatrice del Massachussets, è esclusa. Questa seconda candidatura differisce notevolmente con la precedente del 2008 e costituisce una vera e propria sfida. Invece di fare una campagna confortevole sul bilancio di una presidenza repubblicana dovrà strappare con le unghie e con i denti un terzo mandato democratico consecutivo difendendo la singolarità e la novità storica che la sua posizione rappresenta. Inoltre, in caso di vittoria, dovrebbe ereditare le infinite problematiche della presidenza Obama. Un exploit realizzato in parte soltanto da Harry Truman che succedette a Franklin Delano Roosevelt dopo la sua morte in qualità di vice presidente nel 1948.

 

Tra l’altro, Hillary avrà grandi problemi a distaccarsi dall’immagine di Obama poiché centro di gravità politica vicinissimo alla sua personalissima visione d’insieme. Dopo la campagna del 2008, i due hanno collaborato senza problemi per i quattro anni successivi. La critica più severa di Hillary nei confronti di Obama si consuma sul versante della politica estera giudicata troppo prudente, come ha personalmente dichiarato alla rivista “The Atlantic”. Una critica condivisa anche dal versante repubblicano.

L’evoluzione della società americana fornisce ulteriori spunti interessanti per la sua campagna elettorale, dalla difesa dell’ambiente ai matrimoni tra omosessuali alla questione immigrati che continua ad essere una realtà importantissima. Sono elementi, che insieme, possono risultare determinanti. La prospettiva favorevole e la prospettiva del primo presidente donna degli Stati Uniti (o della prima presidentessa come vorrebbe la Boldrini) rendono ancora più curiose e attese queste elezioni.

 

I repubblicani, che si sforzano da anni, di attaccare i democratici sulla rappresentazione diplomatica americana di Bengasi, in Libia, soprattutto dopo l’attentato che è costato la vita all’ambasciatore John Christopher Stevens, criticano severamente l’attività di Hillary nel suo periodo di segretario di Stato.
Sostanzialmente, Hillary Clinton sta facendo una raccolta fondi cospicua, sfruttando tutte le conoscenze nate durante i suoi anni di diversi incarichi prestigiosi. Dovrà lottare molto per abbattere i suoi avversari. In questo senso saranno indicativi, come sempre, i risultati dell’Iowa e del New Hamsphire tra nove mesi.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
12 Aprile 2015

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