Canada: rilevate tracce di radioattività sulla costa

Canada: rilevate tracce di radioattività sulla costa
Uno dei numerosi detriti che sono giunti sulla spiaggia dell’isola di Vancouver dopo lo tsunami giapponese Foto: JONATHAN HAYWARD

Alcune tracce di radioattività dovute alla catastrofe della centrale nucleare di Fukushima in Giappone, avvenuta nel marzo del 2011, sono state rilevate su una parte del litorale nord americano. Il livello era comunque troppo basso per costituire una minaccia rilevante per la popolazione o per la vita marina, come riportato da alcuni specialisti

Uno dei numerosi detriti che sono giunti sulla spiaggia dell’isola di Vancouver dopo lo tsunami giapponese Foto: JONATHAN HAYWARD
Uno dei numerosi detriti che sono giunti sulla spiaggia dell’isola di Vancouver dopo lo tsunami giapponese
Foto: JONATHAN HAYWARD

UCLUELET – Ken Buesseler, scienziato e ricercatore presso l’istituto oceanografico Woods Hale, ha dichiarato che alcuni campioni prelevati il 19 febbraio al largo di Ucluelet, cittadina dell’isola di Vancouver, hanno rilevato tracce di cesio 134 e 137. «La radioattività può essere pericolosa, e dobbiamo sorvegliare attentamente gli oceani, dopo quello che è stato senza alcun dubbio, il più importante incidente di agenti radioattivi negli oceani nel corso della storia», ha puntualizzato il ricercatore.

Il livello di radioattività è estremamente debole: nuotare tutti i giorni nelle acque dell’isola di Vancouver equivale a una dose di radiazione mille volte inferiore a una radio di una visita dentistica, secondo i risultati delle ricerche dell’istituto.

Lo scienziato, ha detto di aspettarsi livelli di cesio analoghi ossia progressivamente misurati sulla costa dell’America del nord così come sulla costa californiana. Lo scorso novembre, Woods Hole segnalò livelli di radioattività simili, dovuti agli effetti del disastro di Fukushima, a circa 160 km dalle coste del nord californiano ma da quell’episodio non sono riemersi dati simili.

L’incidente di Fukushima si verificò nel marzo del 2011, quando un potente sisma colpì la centrale nucleare provocando la contaminazione delle acque, dell’aria e dei prodotti alimentari costringendo, inoltre, 160 000 persone a mobilitarsi per lasciare la zona.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
7 Aprile 2015

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