Iraq: macabra ricerca a Tikrit rivela fosse comuni contenenti 1 700 soldati

Iraq: macabra ricerca a Tikrit rivela fosse comuni contenenti 1 700 soldati
Uno dei corpi ritrovati [email protected]

Squadre di esperti iracheni hanno iniziato lunedì la ricerca come riportato dalla CNN. I cadaveri corrispondono ai corpi di soldati giustiziati dallo Stato islamico a Camp Speicher

Foto dei ritrovamenti @CNN
Foto dei ritrovamenti @CNN

TIKRIT (IRAQ) – Lo spettacolo terrificante che si presenta di fronte ai ricercatori lascia tutti senza parole. La violenza disumana espressa dai militanti dell’ISIS nei confronti delle vittime dell’esercito iracheno, ribadisce ancora una volta, come l’organizzazione estremista agisca con l’intento di diffondere il terrore attraverso ogni modalità. Lo Stato islamico ha conquistato vaste zone di territorio in Iraq dopo la sua offensiva.
Lo scorso giugno, i combattenti dell’ISIS, di matrice sunnita, hanno massacrato soldati sciiti a Camp Speicher, un ex base aerea Americana nei pressi di Tikrit, e diffuso via web le immagini dell’esecuzione di massa. Alcune tribù sunnite sono state accusate di complicità.

Alcuni esperti locali stanno analizzando le fosse comuni. «Abbiamo iniziato a lavorare sulla prima fossa e abbiamo ritrovato una ventina di corpi. Sembrano effettivamente soldati abbattuti a Camp Speicher», ha dichiarato Khalid al Atbi, responsabile iracheno della sanità inviato appositamente sul luogo. «Era una scena raccapricciante. Non abbiamo potuto contenere le lacrime. Quella violenza di uccidere così 1 700 persone a sangue freddo!», ha aggiunto. Il polizotto Hussein al-Ribaki, ha dichiarato alla stampa locale: «Abbiamo trovato decine di carte d’identità nei pressi delle fosse comuni» e sempre secondo l’uomo, i documenti corrispondono alle identità delle reclute scomparse o uccise.

Uno dei corpi ritrovati Foto@CNN
Uno dei corpi ritrovati [email protected]

Il primo ministro iracheno stima che la risposta a questa scoperta non possa essere la vendetta. Il governo ora deve affrontare le richieste dei famigliari delle vittime che esigono spiegazioni su cosa sia realmente accaduto quel maledetto giorno. Secondo un rapporto redatto dall’ONU lo scorso mese, sarebbero tra i 1 500 e i 1 700 i soldati dell’esercito iracheno uccisi il 12 giugno scorso dallo Stato islamico. Il massacro di Speicher è stato descritto dall’ONG Human Rights Watch come l’incidente dal maggior numero di vittime. I corpi ritrovati nelle ultime ore, sono in evidente stato di decomposizione. I resti sono stati inviati ai laboratori di Bagdad per l’esame del Dna al fine di stabilire le identità.

L’emittente britannica riferisce della scoperta di altre fosse comuni scoperte all’interno del palazzo presidenziale di Saddam Hussein che oggi funge da base operativa dall’ISIS nella città. Al Jazeera ha riferito della scoperta di 20 corpi in quell’aerea.

Uno dei sopravvissuti ha spiegato alla CNN che lo Stato islamico ha catturato i soldati a Camp Speicher portandoli successivamente in marcia al palazzo presidenziale. Durante il tragitto è stato detto loro che sarebbero stati liberati poiché usati come scambio con prigionieri. L’uomo che ha raccontato questi fatti ha spiegato di essersi salvato fingendosi morto. I militanti dell’ISIS credendolo deceduto lo buttarono nel fiume. «Questo sito ci ricorda quelli che sono stati ingiustamente uccisi, ci ricorda il massacro», ha detto il premier iracheno in lacrime nella zona dove sono ancora evidenti le tracce di sangue e ha aggiunto: «Erano degli innocenti!».

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
7 Aprile 2015

 

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