Nucleare iraniano: i fatti da conoscere sull’accordo di Losanna

Nucleare iraniano: i fatti da conoscere sull’accordo di Losanna
Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini e Javad Zarif, il ministro degli esteri iraniano a Losanna

Il raggiungimento di un accordo nell’ambito della questione nucleare viene annunciato via Twitter sia dagli Occidentali sia dal presidente iraniano Rohani. Le potenze del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania), e l’Iran hanno raggiunto un accordo a Losanna sui “parametri chiave” per risolvere il dossier della questione nucleare iraniano

Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini e Javad Zarif, il ministro degli esteri iraniano a Losanna
Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini e Javad Zarif, il ministro degli esteri iraniano a Losanna

LOSANNA (SVIZZERA) – L’annuncio conclude otto lunghi giorni di negoziazioni, un’autentica maratona diplomatica, dove i negoziatori hanno discusso giorno e notte per trovare l’intesa attraverso un compromesso dalla portata storica.
L’Iran e le grandi potenze hanno in realtà firmato un pre-accordo che funge da percorso per il raggiungimento di un accordo finale sulla questione da oggi al prossimo 30 giugno. “Delle soluzioni (…) sono state trovate. La stesura di un accordo finale deve iniziare immediatamente, per essere concluso da oggi al 30 giugno”, ha scritto il presidente della Repubblica islamica dell’Iran sul proprio account Twitter.
“Abbiamo ora i parametri” per risolvere le principali questioni, ha confermato il segretario di Stato americano John Kerry. “Grande giorno (…) Presto torneremo al lavoro per l’accordo finale”, ha twittato il capo della diplomazia americana.

Tuttavia, questo compromesso non segna la fine del caso. Tutti i dettagli tecnici di questo dossier straordinariamente complesso dovranno essere chiariti e finalizzati per il 30 giugno. “Arrivare ad un accordo per giugno sarà un lavoro difficile e immenso”, ha prevenuto Javad Zarif, ministro degli esteri iraniano. Dovrà infine essere approvato dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, che ha votato diverse sanzioni contro l’Iran dal 2003.

In che cosa consiste questo pre-accordo?

Questo annuncio corona otto giorni di intenso lavoro diplomatico. Secondo i primi elementi divulgati sull’accordo raggiunto a Losanna, l’Iran accetta di limitare fortemente il suo programma nucleare per mettere fuori discussione la bomba atomica, come sottolineato da John Kerry.
Le scorte di uranio saranno ridotte del 98% per 15 anni. Il sito sotterraneo di Fordo sarà trasformato e non eserciterà più i processi di arricchimento dell’uranio mentre il reattore di Arak sarà modificato per eliminare la produzione di plutonio, ha aggiunto il segretario di Stato americano. Infine, l’Iran manterrà 6 000 centrifughe in attività contro le attuali 19 000.

Le sanzioni americane ed europee saranno ratificate in funzione del rispetto degli impegni assunti dall’Iran, come prevenuto dalla stessa Unione europea. Ma saranno ristabilite “se l’accordo non è applicato”, ha dichiarato la presidenza francese.

 

Quali sono le reazioni internazionali?

 

Pur restando assolutamente prudente, la comunità internazionale ha accolto positivamente questo accordo. Il presidente Obama si è detto soddisfatto di questo accordo “storico”. “L’Iran ha dato il suo consenso per un regime di trasparenza e le ispezioni più approfondite mai negoziate nella storia dei programmi nucleari”, ha dichiarato Obama che rispondendo ai suoi detrattori ha aggiunto: “Se l’Iran bluffa, il mondo lo saprà”. Per la cancelliera Merkel la situazione è importante: “Non siamo mai stati così vicini ad un accordo che impedisca all’Iran di aver la bomba atomica” mentre la Francia dichiara che controllerà le modalità di messa in atto dell’accordo verificandone la “credibilità”.

 

L’annuncio di questo storico compromesso ha suscitato, come previsto, una reazione violenta del premier israeliano Netanyhau, che citato dal proprio portavoce su Twitter, ha denunciato “un accordo che minaccia la sopravvivenza di Israele”. “L’accordo aumenterebbe i rischi di proliferazione nucleare ed espone i rischi di una guerra orribile”.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
3 Aprile 2015

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