Siria: Ban Ki Moon chiede una vasta operazione umanitaria

Il regime ha firmato questo giovedì un accordo sulla missione degli osservatori dell’ONU ma continua a proclamare l’arresto delle violenze, invocato una settimana fa da Kofi Annan. Il capo dell’ONU Ban Ki moon, constatando un “cambiamento nei progressi”, ha ordinato l’invio di una squadra allargata di 300 osservatori nel paese, nonostante i “rischi”. Il segretario generale dell’ONU ha chiesto questo giovedì al governo siriano di accordare una “totale libertà di movimento”, agli osservatori dell’ONU e di facilitare un “operazione umanitaria di grande ampiezza per aiutare la popolazione”.

Il governo di Bachar Al-Assad ha firmato, un accordo preliminare sul protocollo incentrato sul lavoro degli osservatori accelerati dall’ONU per sorvegliare l’arresto delle violenze, non ancora in vigore a una settimana dall’annuncio. Una manifestazione antiregime è stata organizzata a Khibert Ghazaleh, nei pressi di Deraa, secondo la descrizione degli attivisti. Una quindicina di ministri degli affari esteri occidentali e arabi devono riunirsi a Parigi per presentare la propria fermezza nei confronti del regime siriano. Mosca e Pechino, sostenitrici del regime siriano, sono state invitate ma hanno senza sorprese ovviamente rifiutato. “L’isolamento della Russia e della Cina sul dossier siriano non durerà”, ha annunciato Nicolas Sarkozy, proseguendo con un parallelismo con la Libia di Ghedaffi: “Bachar Al Assad mente in maniera evidente, vogliono eliminare Homs come Ghedaffi  voleva eliminare benghazi”. La Turchia invece, sarà rappresentata nella riunione al Quai d’Orsay, nella quale sarà presente anche la segretaria di Stato americano Hillary Clinton. Questo incontro avviene due giorni dopo una sessione di funzionari di una cinquantina di paesi sulle sanzioni imposte da Damas, prese fuori dal quadro ONU. L’arresto delle violenze dunque rimane precario per il momento. Questo giovedì a Herak sono stati registrati degli spari, nella provincia di Deera, dopo la partenza degli osservatori internazionali che hanno effettuato una visita in questa regione, bersaglio delle contestazioni nel Sud, secondo l’osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH). Homs e le località limitrofe sarebbero state bombardate secondo quanto visto in un video pubblicato in rete. “Alcune donne si preoccupano della loro immagine, quando altre si occupano delle persone che le circondano”. In un video trasmesso in rete martedì, le spose degli ambasciatori britannico e tedesco delle Nazioni Unite, Heila Grant e Huberta von Voss-Wittig, sostengono il proprio aiuto alla Siria e al suo popolo, indirizzando queste parole ad Asma al –Assad, 36 anni, figlia di un noto cardiologo di Londra, è criticata per il suo silenzio di fronte alla repressione.

Manuel Giannantonio

19 aprile 2012

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