Schianto dell’AirbusA320: un pilota rassicura i suoi passeggeri prima del volo e la Germania fa i conti con il crollo del suo mito

Schianto dell’AirbusA320: un pilota rassicura i suoi passeggeri prima del volo e la Germania fa i conti con il crollo del suo mito
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Vacilla la sicurezza teutonica dopo il dramma. Gli impiegati della compagnia Germanwings sono ancora sotto shock. Alcuni piloti hanno deciso di rassicurare i passeggeri prima del decollo. La Germania invece fa i conti con i propri limiti

Andrea Lubitz
Andrea Lubitz

SEYNE-LES-ALPES (FRANCIA) – “Finisce un’illusione – commenta ‘Spiegel’ – l’illusione di essere più sicuri degli altri finché ci affidiamo a un marchio tipicamente tedesco. È una hybris che è durata a lungo”. Il simbolo dell’affidabilità di un marchio tedesco è inesorabilmente crollato dopo il dramma dell’AirbusA320. La compagnia ha ammesso i propri limiti: “La Lufthansa non ha informazioni sulle eventuali malattie che colpiscono i suoi dipendenti. Nel caso dei piloti, abbiamo certificati di idoneità e di non idoneità con riserva al volo”, spiega il portavoce della compagnia. Su Andreas Lubitz non c’erano dubbi. “Lubitz era al cento per cento abile per questo volo”, ha dichiarato l’amministratore delegato Carsten Spohr. Tuttavia, la realtà era di un altro spessore purtroppo. Certificati medici tenuti nascosti, e quell’addestramento interrotto nel 2009 dal copilota. La stampa tedesca ieri ha pubblicato una lettera di Spohr: “L’incomprensibile perdita di 150 vite umane ci riempie della più profonda tristezza”. Il numero uno di Lufthansa presenta le sue “condoglianze, pensieri e preghiere a tutti i parenti e gli amici dei nostri ospiti e dei nostri colleghi”, ma non si assume nessuna responsabilità.

Nelle ore successive del dramma, ancora sotto shock per il dramma dell’AirbusA320 della Germanwings nelle Alpi francesi, i passeggeri di un volo Amburgo-Cologna sono stati accolti dal comandante di bordo. L’uomo ha salutato uno ad uno i suoi passeggeri pronunciando loro qualche parola. Una donna, Britta Englisch, passeggera del volo ha testimoniato questo momento sulla pagina Facebook della compagnia tedesca: “Ci ha parlato della sua famiglia. Ci ha detto che l’equipaggio aveva una famiglia. Che avrebbe fatto di tutto per ritrovare la sua famiglia quella sera”. Nella cabina, il silenzio, poi gli applausi dei passeggeri. Britta Englisch, nella sua testimonianza via social accoglie positivamente l’iniziativa del pilota: “Tengo a ringraziare questo pilota perché ha capito quello che proviamo e ha trovato le parole giuste per rassicurarci”. Il messaggio di questa donna è stato condiviso da 20 000 persone. L’attitudine del comandante è stata accolta da migliaia d’internauti, ma anche dai suoi colleghi appartenenti alla stessa compagnia.

L’inchiesta su Andrea Lubitz prosegue, quasi una settimana dopo il dramma. Secondo le rivelazioni del giornale tedesco “Bild”, il copilota del volo Germanwings aveva annunciato alla sua ex ragazza che “tutto il mondo conoscerà il mio nome”. Il giornale “Welt am Sonntag” riferisce di aver trovato in casa del ragazzo un gran numero di medicinali per il trattamento psichiatrico, in sostanza molti psicofarmaci. Secondo l’autorevole “The New York Times”, soffriva anche di problemi alla vista che avrebbero rimesso in discussione la sua autorizzazione a volare.

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L’insieme delle informazioni pubblicate sul copilota ha iniziato, negli ultimi giorni, a suscitare l’inquietudine sulla stigmatizzazione delle persone affette da depressione. Il magazine americano “The Atlantic” punta l’attenzione sulla dichiarazione di Manuel Valls, primo ministro francese: “Un gesto, che non riusciamo a qualificare, criminale, folle, suicida”. In una delle colonne del “Guardian”, la psicologa Masuma Rahim testimonia che la depressione “fa parte dei problemi mentali più correnti ed è sperimentata da circa il 20% degli adulti”. Inoltre, stima che “concludere che il gesto di [Andrea Lubitz] nel crash era la conseguenza automatica della salute mentale sarebbe irresponsabile”.

Si sta discutendo moltissimo sullo stato di salute di Andrea Lubitz. Ma la tutela dei dati personali in Germania è garantita dalla legge: chi non la rispetta corre il rischio di sanzioni penali. Se lo specialista si trova di fronte a un paziente che costituisce un evidente pericolo per sé o altre persone è tenuto a fermarlo. La Nazione, oggi riporta la testimonianza di uno psichiatra della Westfalia, spiega che: “C’è un paragrafo del codice penale che libera il medico dal segreto professionale nel caso in cui abbia sentore di un pericolo grave. La tutela della privacy è un bene di alto valore, ma viene superato dall’interesse della protezione degli altri. Nel caso in cui un paziente esprima esplicitamente l’intenzione di uccidere altre persone, ad esempio, il paragrafo 138 prescrive un intervento. Lo psichiatra deve comunicare la circostanza e impedire l’attuazione del piano. Si avverte la polizia e si pretende il trattamento sanitario obbligatorio”.

L’inchiesta è ancora in corso e dovrà fornire molte risposte. Sul luogo dell’incidente, invece, proseguono le operazioni di recupero e d’identificazione dei corpi, coadiuvate da una decina di medici legali e pscicologi che hanno accolto le famiglie delle vittime.

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Di Manuel Giannantonio
([email protected])
29 Marzo 2015

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