Ahmadinejad: il nostro esercito è invincibile, fara’ rimpiangere ai nemici ogni atto di aggressione

Le sanzioni economiche imposte dagli Usa e dall’Unione Europea stanno facendo sprofondare la popolazione iraniana in una crisi economica che potrebbe compromettere seriamente il fragile equilibrio della nazione e di chi la comanda. Ieri, in occasione della parata per il Giorno Nazionale dell’Esercito (svoltasi a Teheran) il presidente, Mahmoud Ahmadinejad, mentre si trovava nella sua auto è stato assalito da un gruppo di cittadini che chiedevano cibo e soldi per andare avanti.

Ahmadinejad ha risposto dichiarando ai media che la colpa è dell’ingerenza straniera che sta causando: “distruzione, tensioni e insicurezza. L’Occidente promuove l’instabilità tra i nostri vicini, su cui ha mire espansionistiche. Ma la Repubblica Islamica, interessata alla stabilità e alla sicurezza del Medio Oriente e del Golfo Persico, non lo permetterà. Il nostro Esercito si affida al Divino e, come tale, è invincibile. Le forze armate iraniane faranno rimpiangere ai nemici ogni atto di aggressione contro la Repubblica Islamica”.
Il presidente ha anche affermato che il presidio militare nel Golfo Persico rimane uno dei principi cardine della politica estera.
Ricordiamo che pochi giorni fa durante i “colloqui di Istanbul (Turchia) l’Iran ha trovato un accordo con altre sei potenze mondiali, ovvero Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, sul programma nucleare che sta portando avanti. Un compromesso che lascia molti dubbi e che non è comunque definitivo in quanto sono previsti altri colloqui per il prossimo 23 maggio a Baghdad.
Sta di fatto che il compromesso provvisorio avrebbe dovuto allentare le tensioni, invece Ahmadinejad continua la sua politica intimidatoria usando la strategia di sempre, mostrare la propria forza agli “avversari”. Durante la parata difatti le forze armate hanno tenuto varie dimostrazioni sugli ultimi risultati raggiunti in campo militare, scoperte che contemplano tra le altre cose l’uso sistemi di difesa aera, di droni e di missili aria-superficie.
Dimostrazioni di forza negli scorsi mesi sono avvenute anche nel Golfo dove si trovano anche diverse portaerei nucleari americane, britanniche e russe. Insomma la tensione continua ad esser alta ed a livello internazionale l’opzione militare contro gli impianti nucleari iraniani, dove molte nazioni occidentali pensano che venga arricchito uranio finalizzato alla produzione di armi atomiche (e non per uso civile come sostenuto da Teheran) sembra essere l’ultima ipotesi da poter adottare preferendo altresì continuare con le sanzioni economiche.
Mark Toner, portavoce del Dipartimento di Stato USA, ha difatti confermato che resteranno: “in vigore, nessuno sta parlando di un’eventuale sospensione o abolizione delle sanzioni”.

Enrico Ferdinandi

18 aprile 2012

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