Schianto dell’AirbusA320: “la personalità del copilota non è l’unica pista degli investigatori”. Intanto, arriva la mazzata dei risarcimenti

Schianto dell’AirbusA320: “la personalità del copilota non è l’unica pista degli investigatori”. Intanto, arriva la mazzata dei risarcimenti
Il copilota 28 enne dell'Airbus A320 della Germanwings, Andrea Lubitz

Andrea Lubitz, il copilota che avrebbe schiantato di proposito l’Airbus A320 della Germanwings precipitato nelle alpi francesi provocando la morte di 150 persone, non è l’unica pista degli investigatori

Il copilota 28 enne dell'Airbus A320 della Germanwings,  Andrea Lubitz
Il copilota 28 enne dell’Airbus A320 della Germanwings, Andrea Lubitz. Pictrure by BBC

SEYNE-LES-ALPES (FRANCIA) – La personalità del copilota, sospettata di essere all’origine dello schianto volontario del velivolo della Germanwings, che evidentemente soffriva di problemi psicologici è una “pista seria”, ma “non è l’unica”, ha dichiarato un investigatore francese alla stampa locale di Düsseldorf.
“Abbiamo un certo numero di elementi che ci permettono di proseguire con questa pista, presentata come pista seria, ma che non può essere l’unica”, ha dichiarato il generale della gendarmeria Jean Pierre Michel, vice direttore della polizia giudiziaria.
Inoltre, ha aggiunto che a questo punto dell’inchiesta, non ci sono elementi particolari nella vita del copilota, come una rottura amorosa o un problema professionale, che potrebbe spiegare un gesto volontario finalizzato alla distruzione dell’aereo.

Oggi, in tutta Europa, Andrea Lubitz, viene indicato come “Amokpliot”, neologismo del terrore associato a chi prende il fucile e fa stragi nelle scuole. Il copilota 28enne la strage l’ha fatta nelle alpi francesi, portandosi via 149 persone. In queste ore gli investigatori e i media stanno ricomponendo la sua vita pezzo dopo pezzo. Emergono sempre più dettagli dalle ricerche degli oggetti sequestrati. Come il fatto che lui martedì non doveva assolutamente essere a bordo poiché doveva essere in malattia. Il ragazzo, grande appassionato di maratone, descritto come molto ambizioso da chi lo conosceva, sognava fin da piccolo di guidare un aereo. Ha lasciato da poco l’appartamento di Düsseldorf che condivideva con la fidanzata. Una figura per ora, ancora avvolta dal mistero proprio come gran parte della vita di Lubitz. Di lui si sa che non era un fanatico politico o religioso.

Si analizzano le ragioni dell’interruzione del rapporto con la fidanzata dopo sette anni. Si ipotizza la depressione che ha accusato nel 2009 quando fu costretto ad interrompere l’addestramento come pilota e rimase fermo per sei mesi. Nonostante i dossier che documentavano lo stato psicologico del ragazzo, la Lufthansa gli ha permesso di volare. La sigla SIC (che attesta la necessità di controlli medici continui) presente sugli stessi, gli ha permesso di rimanere un copilota del tutto operativo.

I controlli medici proseguivano per il ragazzo ma con una certa discrezione. Il centro in cui è in cura nega qualsiasi elemento postumo della depressione ma segnala la necessità di controlli regolari. Lubitz, ha recentemente acquistato due automobili, una per sé e l’altra per la ragazza. Alcuni dei suoi amici si sono comunque accorti di alcuni cambiamenti negli ultimi periodi ma nessuno si aspettava davvero un simile tragico epilogo.

Nel frattempo arriva la mazzata dei risarcimenti. Da un lato l’incalcolabile dolore dei parenti ancora sotto shock, dall’altro i costi, ovviamente pesanti. La Lufthansa dovrà affrontare una spesa cospicua per risarcire i parenti. Per ora, siamo a 34 milioni di euro ma la cifra salirà presto con l’arrivo delle prossime richieste di risarcimento fino ad arrivare a 320 milioni. La compagnia aerea tedesca Lufthansa, ha messo a disposizione 50 mila euro a passeggero come risorsa economica immediata per i famigliari. Il primo risarcimento, sulla base della convenzione di Montreal, è di 145 mila euro con l’incognita delle cause legali. Ora è ancora grande la fase del dolore per i parenti delle vittime, in particolare per i genitori di Lubitz, che sanno che il loro figlio è responsabile della morte di 149 persone.

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Di Manuel Giannantonio
([email protected])
28 Marzo 2015

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