Mali: eletto il primo ministro del governo transitorio

L’astrofisico maliano di rilevanza internazionale Cheick Modibo Diarra, è stato designato primo ministro di transizione poco dopo una valanga di arresti di politici e di capi militari condotti dagli uomini armati dell’ex giunta militare che non ne vuole sapere di arrendersi. L’obiettivo primario di Diarra, maliano ma anche cittadino americano, sarà quello di tentare di risolvere la crisi nel Nord dopo che ribelli e tuareg hanno condotto il colpo di Stato del 22 marzo.

Nominato dal decreto del presidente ad Interim Dioncounda Traoré, nominato il 12 aprile, Cheick Modibo Diarra (60 anni), leader di Microsoft Africa che ha partecipato al programma della NASA, l’agenzia spaziale americana, si è lanciato in politica nel 2011 creando un partito in vista delle presidenziali del 2012 annullate di fatto dal colpo di Stato. La sua nomina avviene poco tempo dopo una serie di arresti condotti da uomini armati a Bamako, che hanno arrestato uomini politici, capi militari vicini all’ex presidente Amadou Toumani Touré. Tra le personalità arrestate figurano, Modibo Sidibé, ex primo ministro dell’ex presidente e Soumalia Cissé ex dirigente dell’Unione economica e monetaria dell’Africa dell’Ovest (Uémoa). Entrambi tra i principali candidati alle presidenziali previste almeno inizialmente per il 29 aprile. Modibo Sidé. Primo ministro di Touré nel 2011, è stato arrestato lunedì sera nella propria abitazione e condotto successivamente al campo militare di Kati, nei pressi di Bamako. Soumaila Cissé, è stato arrestato martedì mattina in una clinica e condotto in ambulanza a Kati. Uomini armati avevano saccheggiato il suo domicilio lunedì senza però trovare nessuna traccia di lui. Il direttore generale della polizia il generale Mahamadou Diagouraga, ex ministro della difesa, il generale Sadio Gassama e il generale Hamidou sissoko, capo di Stato maggiore, sono stati arrestati lunedì sera nel loro domicilio, secondo quanto detto dalle loro famiglie. Un ufficiale della polizia ha dichiarato ad un agenzia di stampa locale che “il momento in cui diremo di cosa li accusiamo è vicino”. Abdoulaye Diabaté, che assembla partiti politici e organizzazioni della società civile, ha stimato che questi arresti provano che “non c’è ritorno all’ordine costituzionale. E un attentato alla democrazia. Il processo è ormai in panne”. L’unione europea (UE) ha chiesto la “liberazione immediata” dei detenuti della Francia, ex potenza coloniale. L’ex giunta diretta dal capitano Amadou Haya Sanogo aveva accettato sotto la pressione dei vicini del Mali di rendere rapidamente il potere ai civili, in seguito a un accordo di uscita della crisi segnato il 6 aprile con la Comunità internazionale degli Stati d’Africa dell’Ovest (Cédeao). Ma per gli osservatori a Bamako, gli autori del colpo di Stato hanno lasciato intendere che servirà anche fare affidamento su di loro nel periodo di transizione che si sta apprendo. Il nuovo governo dunque con il nuovo primo ministro dovranno dialogare con i gruppi armati del Nord. Dei primi contatti hanno già avuto luogo ma se il dialogo fallisce hanno promesso “una guerra totale e implacabile”. L’offensiva dei gruppi armati nel Nord, che in tre giorni hanno preso Tombouctou, Kidal e Gao, condotta oggi dagli islamici, ha comunque provato che l’esercito maliano non è pienamente pronto per sostenere una guerra.        

Manuel Giannantonio

17 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook