Siria, tregua non rispettata: un morto a Damasco, 4 ad Aleppo

Siria. L’invio di una missione di osservatori dell’Onu in terra siriana sembra essere imminente. Quest’oggi difatti il ministero degli Esteri russo ha affermato, in una nota, che: “È  stato praticamente raggiunto un accordo in seno al Consiglio di sicurezza sull’adozione di una risoluzione sull’invio in Siria di un gruppo-pilota di una missione di osservatori Onu – ed ha inoltre chiesto a tutte le parti chiamate in causa nella crisi siriana di – osservare strettamente il piano per ilo cessate-il-fuoco dell’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba Kofi Annan”.

 Ricordiamo che il piano di pace dell’Onu prevede la fine delle violenze ed il ritiro delle truppe militari da tutte le città della Siria, accordo che fin ora sembra rispettato solo in parte (come vi diremo tra poco) ma ciò per esser verificato pienamente, vista l’assenza di giornalisti e l’isolamento quasi totale dal resto del mondo di molte città, richiede necessariamente l’invio di osservatori in quelle zone.
Accordo rispettato solo in parte, come vi dicevamo poche righe, fa perché alcuni attivisti e lo stesso  osservatorio siriano per i diritti umani, hanno affermato che quest’oggi che le truppe del regime di Bashar al Assad hanno bombardato due quartieri di Homs mentre non si arresta l’invio di militari ad Hama dove sono in corso nuove manifestazioni, pacifiche, contro il regime. Ma non finisce qui, a Dmeir, nella provincia di Damasco durante perquisizioni e arresti delle forze governative è stato ucciso un civile, altri sono rimasti feriti.

Inoltre 4 civili risultano esser stati uccisi da colpi di arma da fuoco sparati dalle forze di sicurezza siriane contro un gruppo di persone che stavano partecipando a funerale ad Aleppo. Per l’Osservatorio siriano dei diritti umani questo è il più grave attacco lealista finora registrato dal cessate il fuoco entrato in vigore giovedì.

Dall’inizio del cessate il fuoco sono già state uccise almeno 22 persone, quasi tutte civili.

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha ribadito comunque che è “fuori discussione un ricorso alla forza contro il regime di Bashar al Assad”, questa è una soluzione percorribile “soltanto con un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E’ molto improbabile –prosegue Terzi- che ciò avvenga perché il cessate-il-fuoco è stato relativamente rispettato dalle forze di Bashar al Assad”.
Per Terzi vi è: “un margine per una soluzione politica della situazione, la mia è una forte convinzione a riguardo. Al Assad ha perso ogni legittimità per continuare a governare sul suo popolo: deve andarsene e noi dobbiamo trovare una soluzione politica. Che deve includere tutte le forze dell’opposizione siriana”.

Il ministro degli Esteri ha poi affermato che: “la crisi in Siria ha raggiunto un livello spaventoso dalle catastrofiche conseguenze umanitarie”.

Un situazione di stallo vige in Siria dove fin ora a causa della repressione sono stati commessi i crimini più subdoli e dove sono  morte almeno 9.000 persone… e dove la repressione da 13 mesi a questa parte sembra non aver mai avuto fine, il piano di pace dell’Onu, per ora, resta ancora un miraggio…

Enrico Ferdinandi

14 aprile 2012

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