Indonesia, violente scosse di terremoto: revocato allarme tsunami in 26 nazioni

Un terremoto di magnitudo 8.6 ha colpito stamani l’Indonesia alle 14.38 (ora locale, le 10.38 in Italia) con epicentro al largo della provincia nord-occidentale di Aceh,  sull’isola di Sumatra. Ne sono successivamente seguite altre due di assestamento, sempre ad Aceh, una di magnitudo 8.8  e successivamente un’altra di 8.3.

Il portavoce dell’agenzia indonesiana per la gestione dei disastri ha affermato che: “Il terremoto è stato sentito molto forte. E’ saltata l’elettricità, ci sono ingorghi per arrivare in luoghi più alti. Ovunque risuonano sirene e versi del Corano dalle moschee”. Poco dopo il pacific tsunami warning center del National Oceanic and Atmospheric Administration ha dato l’allarme tsunami in ben 26 paesi  ovvero: Indonesia, India, Sri Lanka, Birmania, Maldive, Australia, Malaysia, Thailandia, Isola della Reunion, Seychelles, Pakistan, Somalia, Oman, Madagascar, Iran, Emirati arabi, Yemen, Isole Comore, Bangladesh, Tanzania, Mozambico, Kenya, Isole Crozet, Isole Kerguelen, Sudafrica e Singapore.
Fin da subito grande paura tra gli abitanti indonesiani (che sono corsi a rifugiarsi tra le montagne) soprattutto perché in questa zona  lo scorso 26 dicembre 2004 e 28 marzo 2005 si formarono due grandissime onde, la prima scatenata da un sisma di 9,3 gradi la seconda da uno di 8.6, causò centinaia di morti e distrusse decine di case e villaggi fino alle coste dell’Africa orientale. Fortunatamente, nonostante si sono create diverse onde anomale (innocue anche se alte più di un metro), l’allarme tsunami è rientrato pochi minuti fa (15:00 ora italiana) poichè il terremoto è stato orizzontale e l’Indonesia, l’India e lo Sri Lanka hanno comunicato che al momento è rientrato ogni allarme.

La paura però è stata tanta se si pensa alla potenze del terremoto che secondo gli esperti dell’ottavo terremoto più forte dal 1900, solo di poco inferiore a quello, di magnitudo 9.0, che l’11 marzo 2011 ha devastato il Giappone, ma più potente di quello, di magnitudo 8.6, che il 28 marzo 2005 uccise più di 1.300 persone sempre a Sumatra.
Ricordiamo che in quelle zone risiedono diversi italiani ma l’ambasciata d’Italia a Giacarta ha rassicurato i parenti affermando che: “e non abbiamo notizie di vittime o feriti tra i nostri connazionali”.

Subito grande mobilitazione dell’Unicef che ha una sede operativa a Banda Aceh, il distretto nel nord di Sumatra maggiormente colpito dal devastante tsunami del 26 dicembre 2004. In una nota l’Unicef ha affermato che già al lavoro: “per la sicurezza dei bambini, che costituiscono un terzo della popolazione nazionale ed è pronto a far fronte a qualsiasi richiesta di assistenza che dovesse essere avanzata dalle autorità indonesiane. La prima priorità è  sempre di assicurare che i bambini e le loro famiglie abbiano accesso a beni di prima necessità  quali acqua potabile, cibo, ripari, servizi igienici. Considerati i repentini spostamenti della popolazione in cerca di rifugio, l’Unicef controllerà con attenzione i potenziali rischi che i bambini possano restare separati dai propri familiari. Possiamo confermare che tutti i membri del nostro staff locale stanno bene e sono pronti a entrare in azione per qualsiasi intervento si rendesse necessario”.

Enrico Ferdinandi

11 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook