Nuova minaccia dell’ISIS: «Vogliamo Parigi prima di Roma» ma lo Stato islamico perde la città di Tikrit

Nuova minaccia dell’ISIS: «Vogliamo Parigi prima di Roma» ma lo Stato islamico perde la città di Tikrit

Lo Stato islamico prolifera altre minacce nei confronti dell’Europa. Prima di Roma vorrebbero prendere la capitale francese: «We want Paris before Rome». Ad affermarlo il portavoce di Daesh, Abu Muhammad al-Adnani, nell’ultimo video jihadista. Nel frattempo sul territorio l’ISIS perde la città irachena di Tikrit

proxy
Avanzata dell’ISIS

ROMA – Il modus operandi dell’annuncio è ovviamente sempre lo stesso appartenente alla propaganda del terrore, un video, l’arma preferita nella loro cyber war. Il sito specializzato SITE, che monitora l’attività del gruppo, ha pubblicato un video in cui la minaccia è elencata nei particolari: «Faremo esplodere la Casa Bianca, il Big Ben e la Torre Eiffel. Se l’Occidente e gli Stati Uniti vogliono le roccaforti dell’Isis, l’Isis vuole Parigi, Roma e l’Andalusia, dopo aver fatto esplodere la Casa Bianca, il Big Ben e la Torre Eiffel». Un piano decisamente ambizioso… Inoltre, l’uomo coglie l’opportunità per ribadire la falsità delle ultime notizie trapelate circa un rallentamento della progressione dei militanti jihadisti che reputa “esagerate”.

Intanto a Roma la sicurezza è stata ampliata. Il comandante delle guardie svizzere del Vaticano, Christoph Graf, ha confermato che i suoi 110 uomini assicureranno la sicurezza del palazzo pontificio e del pontefice. La polizia vaticana collabora con i servizi segreti e dispone già dal 2008 di gruppi d’intervento formati appositamente contro il terrorismo. Anche il capoluogo lombardo, che ospiterà dal 1° maggio Expo 2015, dove sono attesi milioni di visitatori, si è adeguatamente attrezzato. L’allarme resta comunque alto, soprattutto dopo l’annuncio del gruppo islamico della presenza di jihadisti nel sud di Roma. L’intenzione dell’ISIS è quella di fare della Libia un ponte per l’Europa, un collegamento strategico per attaccare. Una minaccia sotto la lente d’ingrandimento dell’ONU che ne ha discusso lo scorso 18 febbraio nel consiglio di sicurezza.


Nel frattempo, l’organizzazione ha accettato l’alleanza con Boko Haram (che significa letteralmente la cultura occidentale è peccato). Gli estremisti nigeriani configurano così l’estensione, almeno teorica, del Califfato di Al Baghdadi fino all’Africa subsahariana. Una registrazione conferma che il Califfato prosegue l’avanzata. Sul fronte della comunicazione però sorgono alcune problematiche. Le forze di Bagdad e le milizie sciite hanno lanciato il 2 marzo una vasta offensiva contro Tikrit, nel nord della capitale, occupata dal 2004 dall’ISIS. Dopo l’assalto di giovedì i militari sono fiduciosi “ci riprenderemo la città”.

tikrit-irak-milice-chiite_5300709
Milizie sciite irachene nello scontro per la riconquista di Tikrit

Questo scontro ha una valenza simbolica importante. È una delle offensive più importanti condotte negli ultimi mesi. Evidenzia inoltre, le difficoltà dell’ISIS sul territorio, a cominciare dalla sconfitta di Kobane, in Siria, dove si è verificata la perdita di centinaia di uomini uccisi dai colpi della coalizione internazionale. Dagli stessi scontri però riemerge la questione delle armi chimiche, la BBC ha postato una fotografia che evidenzia l’impiego di una bomba al cloro.

Lo Stato islamico è quindi in fase decrescente? Non esattamente. I suoi uomini controllano sempre vaste zone del territorio, le sue conquiste hanno rinforzato l’immagine dell’ISIS e il dominio dei territori si traduce inevitabilmente in potere.

Se Tikrit è stata ripresa dalle forze irachene, l’obiettivo è quello di condurre l’offensiva fino in Mosul, seconda città del paese nelle mani dell’ISIS dallo scorso giugno. Si tratterà di una battaglia più complessa poiché la città è geograficamente più estesa di Tikrit. Queste città mostreranno se le vittorie della coalizione siano soltanto illusorie come sostenuto da Al Baghdadi.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
13 Marzo 2013

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook