Mali: dimissioni ufficiali del presidente

Caduto dopo il colpo di Stato del 22 marzo, Amadou Toumani Touré ha ufficialmente presentato le dimissioni domenica. Il presidente dell’Assemblea nazionale del Mali, Dioncunda Traoré, è a Bamako per essere nominato capo di Stato ad interim.

Il presidente maliano Amadou Toumani Touré, vittima del colpo di Stato del 22 marzo, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni, aprendo la via alla giunta al potere dopo la sua caduta. “Abbiamo appena ricevuto la lettera di dimissioni. Sceglieremo dunque le autorità competenti” ha dichiarato il ministro Burkinabè, dopo un incontro a Bamako con il capo di Stato caduto. La giunta ha concluso venerdì un accordo con la mediazione, con la quale si impegna a consegnare il potere ai civili dopo le dimissioni ufficiali di Amadou Toumani Touré.

Sabato il presidente dell’assemblea nazionale del Mali, Dioncounda Traoré, è arrivato a Bamako per essere nominato capo di Stato ad interim dopo l’impegno della giunta militare, sotto forte pressione regionale e internazionale, a consegnare il potere ai civili. Il primo obiettivo sarà di tentare di pacificare il Nord di questo paese in seguito al caos dell’offensiva vittoriosa dei ribelli tuareg che hanno proclamato loro lo Stato. Arrivato da Ouagadougou, Traoré è stato accolto dal ministro burkinabé degli affari esteri, Djibril Bassolé, che ha condotto le negoziazioni con i golpisti in vista della consegna dei poteri. Ha anche incontrato all’aeroporto dei membri della giunta, tra i quali il portavoce Amadou Konaré. Venerdì sera il capitano Amadou Sanogo, capo dei golpisti che hanno provocato la caduta del presidente il 22 marzo accusato di “incompetenza” nella gestione della situazione nel Nord, ha annunciato alla televisione nazionale il prossimo trasferimento dei poteri ai civili. Questo trasferimento, che prevede la designazione di un presidente della Repubblica e di un conseguente Primo ministro di transizione fino alla tenuta delle elezioni presidenziali e legislative, è contenuto in un accordo concluso con i rappresentanti della comunità economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest (Cédeao). Il gruppo regionale ha deciso l’annullamento immediato delle sanzioni imposte il 2 aprile alla giunta, un embargo diplomatico, economico e finanziario totale. “Il presidente della Cédeao ha deciso la revoca con effetto immediato di tutte le sanzioni imposte al Mali”, precisa un comunicato dell’organizzazione dell’ organizzazione regionale. Il 2 aprile, la Cédeao aveva deciso un embargo totale con effetto immediato, contro questo paese di 15 milioni di abitanti in vista di ottenere il ritorno all’ordine costituzionale dopo il colpo di Stato militare del 22 marzo. Questo embargo comprendeva la chiusura di tutte le frontiere degli Stati membri della Cédeao con il Mali e la chiusura nel paese dei porti marittimi dei paesi costieri della Cédeao. Gli autori del colpo di Stato offrono l’amnistia. Nel corso di un incontro con la classe politica, Dioncunda Traoré ha salutato la giunta per aver accettato di ristabilire l’ordine costituzionale. “Voglio felicitare questi giovani ufficiali che hanno avuto la saggezza e l’intelligenza di comprendere che oggi, il nostro paese ha bisogno di unità e di solidarietà”, ha affermato nella sua dichiarazione diffusa dalla televisione pubblica nazionale ORTM. L’accordo di venerdì stipula che il posto di capo di Stato deve essere occupato dal presidente dell’assemblea nazionale che con il suo primo ministro governerà per i 40 giorni necessari ad organizzare le elezioni. La maggior parte della popolazione si trova soddisfatta per il compromesso raggiunto. Su Radio France International, Tiébilé Dramé si è felicitato dell’accordo sottolineandone l’importanza. L’Unione africana si è congratulata aggiungendo che gli attori della politica del paese devono impegnarsi a fondo per il processo di democratizzazione. Le popolazioni del Nord sono vittime di esazione, carenze e siccità che hanno provocato effetti devastanti secondo le organizzazioni umanitarie internazionali impegnate sul posto. La proclamazione di indipendenza del Nord, venerdì ha provocato una maggior confusione nella già delicatissima situazione. La Cédeao ha minacciato venerdì, di ricorrere alla forza per mettere fine alla partizione dopo la dichiarazione di indipendenza del MNLA. Ha richiamato “tutti i gruppi armati del Mali”. Minaccia inoltre di inviare dai 2000 ai 3000 soldati. I capi di Stato-maggiore dell’esercito della Cédéao hanno elaborato un mandato per queste “forze”, che restano in attesa di approvazione da parte dei capi di Stato.

Manuel Giannantonio

9 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook