Siria: nuove esigenze rifiutate da Parigi

Il regime del presidente siriano Bachar al-Assad ha annunciato domenica che non ritirerà le proprie truppe a meno di “garanzie scritte” dall’opposizione. Il piano di uscita dalla crisi presentato da Kofi Annan, inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba sulla Siria, che Damas aveva accettato il 2 aprile e che l’ONU ha approvato giovedì, prevede che l’esercito si ritiri dalle città martedì mattina al fine di permettere un arresto totale delle violenze 48 ore più tardi.

Queste nuove esigenze sono state giudicate inaccettabili da Parigi. Bruxelles ha invocato un intervento umanitario con una protezione militare sul terreno se il regime continua sul “cammino della barbarie”. L’inviato si è detto scioccato dalle atrocità verificatesi in molteplici città e villaggi siriani. Il ministero degli esteri siriano ha dichiarato questa domenica in un comunicato: “Dire che la Siria ritirerà le forze dalle città è inesatto dato che Kofi Annan non ha ancora presentato dichiarazioni scritte sull’accettazione da parte dei gruppi terroristici armati della fine di tutte le violenze.”, inoltre il ministero chiede anche l’intervento scritto dei governi del “Qatar, dell’Arabia Saudita e della Turchia sull’arresto del finanziamento dei gruppi terroristi”. Questi tre paesi hanno fortemente appoggiato l’opposizione siriana negli ultimi mesi. Il Consiglio nazionale siriano (CNS), principale coalizione dell’opposizione, ha chiamato domenica il Consiglio di sicurezza dell’ONU a “intervenire immediatamente per fermare la catastrofe umanitaria causata dal regime”. Il capo dei ribelli dell’esercito siriano, Riad Al-Assad, ha affermato il suo impegno nei confronti del piano di Kofi Annan ma ha aggiunto che non darà garanzie al regime e alla comunità internazionale. Per la Francia “le nuove esigenze” sono “inaccettabili” ha affermato Bernard Valero, portavoce del Quai d’Orsay, in una dichiarazione. “La Francia rinnova il suo pieno sostegno e la sua fiducia a Kofi Annan. Come lui il paese è scioccato dalle atrocità che continuano ad essere commesse nel paese. La Francia con la comunità internazionale , dovrà tirare le conseguenze del rifiuto del regime siriano di cooperare e ricorda con forza questa esigenza a Damas” ha concluso il ministero. Il Belgio invoca un intervento militare umanitario. Il capo della diplomazia belga, Didier Reynders, ha dichiarato sul canale televisivo TV5 che questo piano non è rispettato, “dovremo dunque passare alla tappa successiva”. “Un intervento umanitario sarà necessario e avrà bisogno del supporto di una presenza militare armata”, ha sostenuto . La Turchia potrebbe prendere in atto alcuni provvedimenti. Di fronte all’afflusso di massa siriano, la Turchia inoltre ha minacciato di prendere dei provvedimenti se Damas non cesserà le violenze.

Manuel Giannantonio

9 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook