Ragazzino dell’ISIS uccide presunta spia del Mossad

Ragazzino dell’ISIS uccide presunta spia del Mossad
Estratto dal video (YouTube)

L’ISIS ha diffuso oggi, martedì 10 marzo, un video che mostra l’assassinio di un uomo accusato di essera una spia del Mossad, i servizi segreti israeliani. Il gruppo americano SITE, che si occupa della raccolta dati dei jihadisti, ha pubblicato il video senza rivelare l’identità della vittima

Estratto dal video (YouTube)
Fotogramma estratto dal video (YouTube)

SIRIA – La strategia del terrore prosegue inesorabile e presenta l’ultimo orrore. Questa volta però non c’è il boia Jihadi John, di cui si è parlato nelle ultime ore per le scuse che ha fatto avere alla propria famiglia circa i problemi che la sua attivittà ha causato loro. Nel video della durata di dieci minuti circa, vediamo un uomo presentato come Muhammad Said Ismail Musallam, 19 anni, vestito con la classica divisa color arancio che rimanda ai detenuti di Guantanamo. Aveva con sé un passaporto israeliano. La vittima di 19 anni, è costretta a una lunga confessione in cui riepiloga il suo presunto arrouolamento nel Mossad. L’uomo, preso nella morsa di una guerra di cui si è perso il significato, è stato ucciso da un proiettile in testa sparato da un giovanissimo ragazzo da neanche mezzo metro, visibilmente un adolescente.

Dopo aver evocato il recente attacco degli ebrei in Francia, un jihadista, esprimendosi in francese, afferma che lo Stato islamico vuole prendersela con gli israeliani e conquistare Gerusalemme. Il video prosegue con una lista di nomi associati a fotografie presentati come spie di Israele.


Lo scorso febbraio, il padre di Muhammad Said Ismail smentì che suo figlio lavorasse per il Mossad, dopo la pubblicazione di una rivista inglese (Dabig), in cui compariva un articolo con l’intervista a un giovane di 19 anni inviato, secondo i jihadisti, in Siria dai servizi segreti israeliani.

Un portavoce del Shin Beth, i servizi di sicurezza israeliani, affermò che il ragazzo fosse partito per la Turchia il 24 ottobre, da dove si sarebbe diretto successivamente per la Siria con lo scopo di raggiungere L’ISIS. Tutto senza avvisare nessuno e di propria iniziativa.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
11 Marzo 2015

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