Siria: esodo per 40mila, 200 morti da giovedì

Un vero e proprio esodo quello che si sta verificando in Siria, nazione straziata da una repressione/guerracivile che fin ora ha causato la morte di quasi 10mila persone (molte bambini e civili) ed, appunto, l’abbandono del paese da parte di circa 40.000 cittadini.

Con l’arrivo in queste ore di altri 700 cittadini in Turchia salgono a 24.324 il numero dei profughi siriani presenti nella penisola anatolica. A diffondere i dati la Protezione civile turca secondo cui tra ieri ed oggi sono arrivati 699 siriani mentre 102 hanno fatto ritorno in patria, se si considerano anche i ritorni, sono stati 38.398 gli ingressi in territorio turco dall’inizio della crisi politica dovuta dalla richiesta del popolo siriano delle dimissioni dell’attuale presidente Assad.
Negli scorsi giorni Assad aveva dichiarato di accettare il piano di pace proposta da Kofi Annan (inviato speciale Onu e Lega Araba) al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Piano però che è stato accettato fin ora solo sul piano ideologico e non effettivo, per le città ed i villaggi della Siria continuano le violenze e le azioni repressive dell’esercito di Damasco e mentre Annan ha chiesto al regime di Assad di assumersi le sue responsabilità gli attivisti ed i membri dell’esercito siriano libero hanno deciso di lanciare una mobilitazione per chiedere che i soldati ribelli ricevano armi.
Ricordiamo che il piano di pace di Annan prevede la fine delle ostilità con il ritiro delle truppe militari di Damasco da tutti i centri abitati entro il 10 aprile e la fine di tutte le violenze entro le 6 del mattino del 12 aprile. Mentre dunque si spera che quella del 12 aprile possa esser un’alba di speranza per la Siria continuano le violazioni dei diritti umani, ma continua anche la lotta per la democrazia.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, organo dell’opposizione al regime di Bashar al Assad con sede a Londra ha reso noto che negli ultimi tre giorni sono morte nel paese almeno 200 persone, solo ieri se ne contano 80, delle quali oltre 50 sono civili che hanno perso la vita nel corso di attacchi delle truppe di Damasco. Ricordiamo che gli unici dati disponibili su quanto sta avvenendo sono quelli delle organizzazioni dell’opposizione in quanto vige il divieto di accesso nel Paese ai giornalisti stranieri.

Enrico Ferdinandi

7 aprile 2012


Vita alla vita

Gli orizzonti dell’est
mettono paura, qui i
giardini sono tosati
e non cadono le

bombe, le donne
sono senza peli e senza veli,
la “carne” non è più sacra
da secoli e la morale

comune è dettata ad
arte nei programmi
dursiani che rendono
pomeriggi innocui bombe

pronte a demolire quel
po’ di vita culturale che
ci resta… Macerie, in occidente
ed in oriente, cadono

al suolo: da una parte muore
la gente, dall’altra muoiono
le anime mentre gli occhi
dei bambini sperano di poter

dare ancora vita alla vita

(E.F.)

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