Il boia dell’ISIS chiede perdono alla sua famiglia

Il boia dell’ISIS chiede perdono alla sua famiglia
Portrait del boia dell'ISIS

L’uomo dello Stato islamico che decapita nei video pubblicati in rete le vittime, identificato come Mohammed Emwazi, ha chiesto scusa alla sua famiglia per i problemi che la rivelazione della sua identità hanno causato. Sua madre e quattro dei suoi fratelli e sorelle sono tenuti in un luogo segreto sorvegliato dalla polizia

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Jihadi John identificato come Mohammed Emwazi

LONDRA – Tristemente noto alla cronaca internazionale come il barbaro esecutore dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, Jihadi John avrebbe chiesto scusa alla sua famiglia. Le scuse però non state presentate per i crimini commessi, dei quali non si pente affatto, ma per i «problemi che le rivelazioni sul suo conto hanno causato» alla famiglia secondo il Sunday Times. Il quotidiano britannico avrebbe trasmesso il suo messaggio di scuse attraverso una terza persona dalla Siria. Il giornale, non precisa come abbia ottenuto queste informazioni ma afferma che il ragazzo «non ha nessun rimorso per le sue azioni».
La BBC rivelò lo scorso febbraio l’identità di questo giovane londinese con origini riconducibili al Kuwait. Nato 26 anni fa, diventato ingegnere informatico a Londra, oggi è il boia dell’ISIS. La figura che l’immaginario collettivo associa immediatamente allo Stato islamico quando ne sente parlare. Jihadi John, era già noto ai servizi segreti britannici.

 

Portrait del boia dell'ISIS
Portrait di Jihadi John

Secondo le rivelazioni del Sunday Times, la famiglia del jihadista è stata costretta a lasciare l’abitazione in una zona residenziale di Londra (dal valore di circa 600 000 sterline). Sua madre e quatto dei cinque fratelli e sorelle sono sotto protezione poliziesca. Sua sorella di 23 ani ha dichiarato di aver ricevuto via social diverse minacce. Il fratello di Mohamed, Omar è stato coinvolto nell’associazione di studenti islamici dell’Università del Middlesex.
Suo padre, attualmente in Kuwait, lo ha definito con fermezza “un cane, un animale terrorista” e spera che muoia, come riportato da alcuni colleghi alla stampa. La famiglia Emwazi appartenente alla tribù nomade dei beduini, ha chiesto asilo in Inghilterra per fuggire dalle persecuzioni del Kuwait, dopo la prima guerra del golfo. Le scuse di Enwazi alla famiglia potrebbero essere soddisfatte senza obblighi religiosi, l’Islam vieta di disonorare o causare oltraggio ai propri genitori.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
9 Marzo 2015

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