Stati Uniti: in aumento le assunzioni

Nel  mese di gennaio e di febbraio la disoccupazione era secondo le cifre pubblicate dal governo venerdì, a 8,3% e le assunzioni 275.000 in due mesi, una recente indagine. Nel mese di marzo, queste assunzioni hanno nettamente rallentato arrivando a 120.000. Il presidente Barack Obama ha accolto favorevolmente la riduzione del fenomeno disoccupazione e il perseguimento della creazione di posti di impiego, ma ha annunciato che ci saranno degli “alti e bassi” sulla strada della ripresa economica.

Gli analisti e gli esperti che stimavano 200.000 assunzioni sono rimasti tuttavia delusi. Le ultime cifre rischiano di suscitare dei dubbi circa la forza del lavoro”  ha dichiarato Michael Gapen, della banca Barclays, senza però segnalare un ritorno ad un tasso di crescita più basso dell’impiego come quello del 2011. Dall’estate la tendenza della disoccupazione è nettamente in declino, dato che al mese di agosto era al 9,1%. “E difficile sostenere una crescita dell’occupazione negli Stati Uniti è negativa ma i dettali rendono queste cifre certamente deludenti”, secondo la spiegazione  dell’economista della BMO Capital Markets. Alcuni economisti temevano che le assunzioni potessero crescere con una notevole accelerazione questo inverno creando una sovra attività che sarebbe stata compensata nel mese di marzo. ”La nostra interpretazione è che il mese di marzo sottovaluta il miglioramento effettivo mentre i di gennaio e di febbraio rappresentano una caduta”, secondo quanto scritto da Nigel Gault, dellìHS Global Insight. Questa teoria è confermata dal numero di posti eliminati nel lavoro temporaneo (7.500). Julien Thomas della banca Natixis, accoglieva la perspicacia del presidente della banca centrale (FED) Ben Bernanke, che si chiedeva dieci giorni prima della pubblicazione delle cifre se il miglioramento delle assunzioni sarebbe durato.  Gli americani sembrano porsi la stessa domanda dato che sono molti coloro i quali dovranno concludere il loro rapporto lavorativo. Gli Stati Uniti hanno in questo senso dunque moltissima strada da percorrere. Il numero di impieghi nel paese è ancora inferiore al 5.3 milioni rispetto a ciò che era nel 2007, quando ebbe inizio la recessione. Il tasso della disoccupazione resta superiore a ciò che era il giorno dell’insediamento alla Casa Bianca di Barak Obama (7,8%), epoca in cui l’impiego era in netta caduta libera. In una congiuntura mondiale difficile, l’economia americana può felicitarsi di essere una delle rare nazioni nell’Occidente a creare ancora dei posti di lavoro (37.000 a marzo). In aumento anche i salari che sono aumentati del 2,1% in un anno in media oraria. L’inflazione è superiore a 2,9%, a febbraio secondo il dipartimento del lavoro.

Manuel Giannantonio

7 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook