Siria: Aleppo in preda a scontri violenti

Siria: Aleppo in preda a scontri violenti

Violenti scontri hanno avuto luogo giovedì ad Aleppo mentre il capo dell’opposizione siriana in esilio, ha annunciato per la prima volta di non porre più come condizione primaria nelle negoziazioni di pace l’uscita di scena del presidente Assad

Aleppo2_2307189bALEPPO (SIRIA) – La città è avvolta da scontri violentissimi che nelle ultime ore si sono intensificati. In questo contesto il capo dell’opposizione cambia la propria posizione e comunica che l’uscita di scena di Assad non è più la condizione primaria base delle negoziazioni di pace. Se il segretario di Stato americano John Kerry ha dichiarato che “una pressione militare” sarebbe forse necessaria per costringere Assad alle dimissioni, Mosca ha invece annunciato una nuova riunione tra l’opposizione e il regime per il prossimo aprile nella capitale russa.
Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha criticato l’ONU e le grandi potenze di non aver ancora una “strategia chiara”, mettendo in guardia tutti contro la tentazione di lasciare il regime siriano “approfittare della presenza” dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante.
Nella seconda città siriana “violenti scontri e bombardamenti hanno opposto, nella mattinata di giovedì, il regime e ribelli come riporta il direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH), Rami Abdel Rahmane.
L’esplosione di una potente carica sotterranea avvenuta mercoledì contro gli uffici militari dell’aviazione e gli scontri che hanno succeduto l’episodio hanno provocato la morte di 34 persone nelle due fazioni, secondo l’OSDH. I civili incassano una perdita pesantissima. Almeno 22 di loro sono morti, dei quali otto completamente bruciati. Un elicottero ha scaricato un barile esplosivo su alcune persone nel quartiere ribelle di Qadi Askar, nell’est della città.

Dei bombardamenti ribelli contro il settore governativo sono costati la vita a nove civili, dei quali due donne e tre bambini, nel quartiere di Salaheddine ad ovest. È in questo quartiere, che l’emissario dell’ONU Staffan de Mistura intende proporre una tregua.
Il regime ha già usato la pratica dei barili esplosivi nelle regioni ribelli, facendo milioni di vittime civili soprattutto nella regione di Aleppo.
Secondo i diplomatici, il Consiglio di sicurezza dell’ONU si pronuncerà venerdì su una risoluzione che condanna l’utilizzo del gas nel conflitto siriano, senza accusare esplicitamente il regime o l’opposizione di esserne direttamente responsabili. Il progetto di risoluzione è volontariamente ambiguo sulle conseguenze del non rispetto delle disposizioni. Evoca il capitolo 7 della carta dell’ONU, che prevede misure per l’applicazione delle decisioni del Consiglio, ma non è esplicitamente considerato in questo contesto.

Nel nord est del paese, almeno sei studenti e un insegnante sono stati uccisi e 12 persone ferite, dei quali nove sono bambini. Sono stati vittime di un raid dell’aviazione del regime nei pressi della scuola di un villaggio a Idleb, come riportato dall’OSDH.
Inoltre, diversi capi del Fronte al-Nosra, organizzazione direttamente collegata ad Al Qaeda, sono stati uccisi in un attacco espressamente mirato ad una riunione di questo gruppo nella provincia di Idleb, secondo le informazioni della stessa fonte.
Per il regime, come per l’opposizione, l’intensificazione delle violenze coincide con la visita avvenuta martedì, di una delegazione dell’ONU diretta da Khawla Matar, capo dell’ufficio di mediatori, incaricati di preparare la tregua parziale di Mistura.
“La pianificazione dell’attacco ha impiegato molto tempo ma la sua realizzazione mercoledì è un messaggio chiaro al regime e a Mistura”, ha affermato Samir Nahasr, membro della Coalizione dell’opposizione all’agenzia stampa AFP (Agence France Press). Mistura propone una tregua per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari nella città.

Durante una visita del capo dell’opposizione nella capitale francese, Khaled Kohoja, si è creato l’effetto sorpresa per una nuova strategia che comporta un dialogo con tutti i gruppi d’opposizione e le personalità che vogliono stabilire una nuova Siria. “La dichiarazione di Kohoja è positiva” ha dichiarato il portavoce del Comitato di coordinamento nazionale per le forze del cambiamento democratico (CCND), principale coalizione dell’opposizione.
Il segretario di Stato Americano da Ryad, ha fatto sapere che il presidente siriano ha perso la sua legittimità e in fin dei conti, una combinazione di diplomazie e pressione sarà necessaria per suscitare una transizione politica.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
6 Febbraio 2015

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