Iraq: le ruspe dell’IS annientano Nimrud, gioiello archeologico assiro

Iraq: le ruspe dell’IS annientano Nimrud, gioiello archeologico assiro

 Distruzione Nimrud - ISISNIMRUD (IRAQ) — Nimrud è stata rasa al suolo dall’Isis; martelli, picconi e ruspe per distruggere un’antichissima città irachena, un sito archeologico di grandissimo valore non molto distante da Mosul, situata sul fiume Tigri a sud di Ninive.

La città venne fondata nel XII secolo a.C. da Salmanassar I ed era considerato un vero e proprio gioiello dell’impero assiro. Alla voce «Nimrud» fa un certo effetto leggere che «vari monumenti di Nimrud sono attualmente minacciati dall’esposizione al duro clima iracheno, soprattutto all’erosione della sabbia, principalmente a causa della mancanza di adeguate coperture».
L’uomo ha un potere distruttivo intenzionale che la Natura non ha, e le milizie del Califfato, che non hanno scrupoli nel rapire, ammazzare, torturare e violentare chiunque si trovi sulla loro avanzata, non si fermano davanti alla bellezza artistica, storica e culturale dei territori della Siria e dell’Iraq. Nel loro barbaro estremismo travolgono e annientano ogni possibile segno estraneo alla loro disumana follia di uno Stato Islamico che conquisti il mondo.

Questo è solo l’ultimo duro colpo da inghiottire; settimana scorsa erano state distrutte le statue assire al Museo di Mosul, prima ancora erano state chiese e biblioteche più antiche a venir devastate. Lo scempio nella sola Biblioteca Centrale di Mosul è stato di valore inestimabile. Erano più di centomila i manoscritti e i testi presenti nella biblioteca centrale di Mosul, con alcuni volumi registrati dall’Unesco come rarità che sono stati polverizzati con cariche di esplosivo.
Lo Stato Islamico chiama «promozione dei valori e della virtù» questo tentativo di distruggere l’intera eredità culturale della regione, una vera e propria pulizia per riscrivere la Storia «a loro brutale somiglianza», come commenta Papagiannis, Alto funzionario dell’Unesco. Un crimine contro l’umanità e l’identità irachena: «La gente ha cercato di evitare che i miliziani bruciassero la biblioteca, ma non c’è riuscita».

E la minaccia di nuovi attentati culturali prosegue. Il portale Islam Web ha infatti lanciato una fatwa contro le Piramidi e la Sfinge, considerati «falsi idoli» contrari ai dettami islamici, chiedendo agli estremisti al servizio della jihad e del Califfo Abubakr al Baghdadi di farli esplodere.

Paola Mattavelli
6 marzo 2015

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