Ucraina, inferno in una miniera di Donetsk

Ucraina, inferno in una miniera di Donetsk

 incidente miniera UcrainaDONETSK (UCRAINA) ― Le autorità separatiste ucraine hanno diffuso la notizia di una deflagrazione causata da una fuga di gas avvenuta nella miniera di carbone di Zasiadko, situata nella regione indipendentista ucraina di Donetsk. La presenza di gas sta rendendo difficile il raggiungimento del luogo della tragedia da parte delle squadre di soccorso.
Chi è sopravvissuto parla di un inferno: «Lo scoppio mi ha fatto volare per tre o quattro metri. Poi è aumentata la temperatura, immediatamente. Piano piano il calore si è abbassato, così abbiamo cominciato a strisciare fuori».

Kiev e Donetsk hanno da subito fornito informazioni contradditorie sul bilancio delle vittime e persone coinvolte; la tensione politica e l’emergenza della situazione rendono difficoltoso stabilire il numero esatto dei morti e dei dispersi.
Il Presidente del Parlamento dell’autoproclamata Repubblica separatista, Groisman, all’inizio ha parlato di trentadue morti ma i numeri sono subito stati corretti dal Ministero Emergenze: «Un minatore è morto e 14 sono stati feriti. 70 Minatori si trovano in fondo al pozzo, ma la situazione evolve, li stiamo riportando in superficie»; i dati del sindacato indipendente dei minatori ucraini riferiscono invece di sedici vittime accertate tra le duecentosette persone presenti sul posto al momento dello scoppio, di cui cinquantatré proprio nell’area interessata dall’esplosione.

Il Premier ucraino Arseni Iatseniuk e il Presidente Petro Poroshenko hanno chiesto alla Russia di intervenire nella vicenda facendo leva sull’influenza esercitata sui separatisti affinché siano facilitati i soccorsi da parte dei sessanta soccorritori ucraini bloccati dagli indipendentisti, che hanno il controllo in quella regione.

Questa volta l’esplosione è avvenuta ad una profondità di 1.200 metri, ma la miniera non è nuova ad inicidenti di questo genere. Nel 2007 infatti una serie di esplosioni uccise più di cento minatori.

Paola Mattavelli
5 marzo 2015

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