Russia: la stampa denuncia «un clima di paura» per la morte di Boris Nemtsov

Russia: la stampa denuncia «un clima di paura» per la morte di Boris Nemtsov

All’indomani della marcia che ha radunato migliaia di moscoviti (70 000 secondo un responsabile), organizzata in omaggio a Boris Nemtsov, che con quest’ampiezza ricorda le manifestazioni contro Putin del 2010 e del 2012, la stampa russa evoca un clima di paura

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Considerato il delfino di Eltsin, Nemtsov era nato a soci nel 1959. Fondò l’Unione di Destra nel 1999, ottenne l’8,6% prima di passare all’opposizione di Putin
Considerato il delfino di Eltsin, Nemtsov era nato a soci nel 1959. Fondò l’Unione di Destra nel 1999, ottenne l’8,6% prima di passare all’opposizione di Putin

MOSCA – “Le reazioni all’assassinio di Boris Nemtsov sono state straordinarie, all’altezza dell’uomo”, ha scritto il quotidiano Kommersant, che vede nell’uccisione di Nemtsov “la morte della politica”. Quest’omicidio “costituisce una barriera psicologica in Russia, che non sarà più la stessa”, previene con faro minaccioso il quotidiano finanziario Vedemosti. “Molta gente ha detto dopo l’assassinio ‘Ci siamo svegliati in un altro paese’”, evidenzia il giornale che ha qualificato il raduno popolare come “marcia della paura”.

Mentre le autorità hanno dichiarato di studiare tutte le piste possibili per ritrovare l’omicida, alcuni media denunciano il clima di paura instaurato dal Cremlino. “È da tempo che viviamo in un paese dove la dissidenza è assimilata al tradimento, per il quale si uccide”, lancia provocatoriamente Vedemosti che ricorda che “la guerra è facile da iniziare, ma ben più difficile da smettere”.

Il giornale d’opposizione Novaia Gazeta che pubblica un’intervista realizzata con Boris Nemtsov lo scorso aprile, ricorda che l’oppositore riceveva regolarmente minacce di morte senza dargli peso. «Se possono uccidermi non lo so, ma certamente possono mandarmi in prigione», dichiarava Boris. Per il giornale, il movimento popolare ucraino che ha condotto alla destituzione del presidente ucraino ha permesso a Mosca di ottenere Donbass, regione dell’est ucraino sconvolto dalle violenze tra i filo russi e l’esercito ucraino.

Il quotidiano popolare Komsomolskaia Pravada rivela le sue difficoltà nel credere che il movente dell’omicidio possa essere politico. “Chi di noi uccide per ragioni puramente politiche? Non siamo in Ucraina (…). Per denaro, si uccide. Per la politica no”, sostiene il giornale. Secondo Novaia Gazeta, queste considerazioni importano davvero poco poiché il risultato è lo stesso: “L’assassinio di Nemtsov è un punto di non ritorno, una destabilizzazione della situazione politica in Russia le cui conseguenze non sono ancora immaginabili. Le ripercussioni dell’omicidio potrebbero influire notevolmente anche sul piano della politica estera russa e diventare un’argomentazione solida in favore dei sostenitori di una politica rigida nei confronti di Mosca.

Per molti Boris era un avversario debole che non preoccupava lo zar Putin che ha definito l’oppositore come “uno qualsiasi”. La sua morte complica notevolmente la strada del presidente russo, che fino ad oggi, almeno dai sondaggi, godeva di un buon riscontro popolare. L’assassinio resta nell’occhio dell’opinione pubblica internazionale fortemente in dubbio. Se il quotidiano Komsomolskaia Pravada sancisce che in Russia non si uccide per motivi politici ma magari per denaro, sono in molti a sostenere l’esatto contrario. Una convinzione rafforzata dalle parole del presidente ucraino che ha dichiarato che l’ex braccio destro di Elstin (Boris Nemtsov ndr) stava per pubblicare «prove convincenti della partecipazione delle forze armate russe» nella guerra divampata nel Donbass. Lo stesso Porochenko descriveva il liberale Nemtsov come ponte tra l’Ucraina e la Russia. Un anno fa, criticò aspramente l’annessione della Crimea ed era per questo diventato il nemico pubblico numero uno del nazionalismo rampante. Putin si è rivolto alla madre dell’uomo promettendole che farà tutto il possibile per rintracciare l’assassino. Per molti, semplice parte di una tattica preventivata. Il ministro dell’interno Vladimir Kolokotsev, ha ricevuto l’ordine di formare una squadra speciale per il risolvere il caso.

 

I funerali saranno celebrati martedì. L’assissinio di Nemtsov è stato condannato dal presidente Obama, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, dal presidente francese Hollande e dal nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi. Gli ambasciatori di Francia, Germania e Gran Bretagna, rendono omaggio a Nemtsov mentre è assente la Mogherini.

Putin non è nuovo nell’essere al centro dei sospetti per la morte di qualcuno. Nel 2006 fu uccisa la giornalista di Novaia Gazeta, Anna Politkovskaia e nello stesso anno fu avvelenato con il polonio l’ex spia russa Alexander Litvinenko.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
2 Marzo 2015

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