Identificato il boia dell’ISIS: è Mohammed Enwazi rampollo di una famiglia londinese

Identificato il boia dell’ISIS: è Mohammed Enwazi rampollo di una famiglia londinese

Ha 27 anni, è in Siria dal 2012 dopo essere cresciuto nella capitale londinese dove si è laureato. Era noto da tempo ai servizi segreti

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Il boia dell’ISIS. Il suo nome è Mohammed Enwazi

Isis11LONDRA – Identificato erroneamente come un rapper londinese, ieri finalmente è stata svelata l’identità del boia vestito di nero artefice principale della propaganda del terrore targato Stato islamico. Si tratta di Mohammed Enwazi, nato in Kuwait nel 1988. È arrivato a Londra all’età di 6 anni. Cresciuto nel quartiere di John’s Wood, ha frequentato la scuola locale per poi laurearsi in informatica presso l’Università di Westminster.

Già noto dal 2009 ai servizi segreti britannici (anno in cui si recò in Africa per una vacanza postlaurea). Il viaggio di dubbia valenza era stato organizzato a detta del ragazzo per compiere un safari in Tanzania con alcuni amici semplicemente per festeggiare la laurea raggiunta. Il ragazzo però viaggiava con documenti falsi sotto il falso nome di Muhammad Ibn Muazzam. Il MI5 però era sulle sue tracce da tempo motivato dai presunti legami del soggetto con il gruppo estremista somalo al- Shabaab.

Gli uomini che viaggiavano con lui erano due ed entrambi erano evidentemente collegati a questo gruppo. Durante il ritorno nello scalo ad Amsterdam, Enwazi viene interrogato sia dagli agenti britannici sia dagli agenti olandesi. Mohammed Enwazi se ne lamentò immediatamente attraverso “Cage”, un gruppo di pressione contro gli abusi esercitati dai servizi segreti. Nonostante la sua fama nelle autorità, il futuro boia dell’ISIS riesce ad imbarcarsi e partire per la Siria nel 2012. Giunto sul posto si unì ai combattenti dello Stato islamico ponendosi all’attenzione internazionale come il protagonista delle loro atrocità.

Nella giornata di ieri, un portavoce di “Cage”, Asim Qureshi, ha dichiarato: “Ho conosciuto Mohammed e posso dire che era un giovane molto gentile, di buone maniere, molto rispettoso, una bella persona”. Alla luce dei fatti, resta davvero impensabile associare queste parole con l’assassino spietato protagonista della propaganda del terrore di Daesh (Stato islamico in arabo).

Il suo nome comparve nel 2010 in un verbale presentato in tribunale, affiancato ad altri due nomi accusati di terrorismo nel corno d’Africa. Il ragazzo fu inserito in una blacklist dei servizi segreti britannici che non rivelarono la sua identità per motivi di natura operativa. A rompere il silenzio ci ha pensato la BBC ieri smascherando il barbaro combattente comparso in video per la prima volta con la decapitazione del giornalista americano James Foley.
Ora, se i servizi segreti britannici erano in possesso di simili informazioni, com’è stato possibile che Mohammed possa aver preso indisturbato un aereo per la Siria nel 2012?

di Manuel Giannantonio
([email protected])
27 Febbraio 2015

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