Amnesty International pubblica un “catastrofico” rapporto 2014-2015 sui diritti dell’Uomo

Amnesty International pubblica un “catastrofico” rapporto 2014-2015 sui diritti dell’Uomo

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Il contrasto è senza appello: l’anno 2014 è stato il peggiore in termini di diritti fondamentali dell’uomo dalla Seconda guerra mondiale secondo il bilancio redatto da Amnesty International. “L’anno 2014 si è rivelato catastrofico per milioni di persone in preda a violenze”, ha accusato Salil Shetty, il segretario generale dell’ONG. Il rapporto dell’organizzazione, che recensisce lo stato di diritto degli uomini in 160 paesi, divulga come all’interno di 35 Stati ci siano situazioni estreme inaccettabili come in Nigeria dove opera il gruppo islamico Boko Haram (che significa letteralmente la cultura occidentale è peccato) o in Siria e in Iraq in dove agisce l’ISIS.

“Conseguenza tragica dell’incapacità della comunità internazionale di far fronte a nuovi conflitti, la crisi dei rifugiati è una delle più grandi che il mondo abbia mai conosciuto”, dichiara Amnesty International, stimando che il numero di rifugiati nel mondo sia di 7 milioni (contro gli 11,2 milioni stimati dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati) di cui 4 milioni solo in Siria.

Il rapporto se la prende ugualmente con il moltiplicarsi di gruppi armati violenti quali lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante o Boko Haram. Secondo Amnesty, 35 paesi sono investiti da atrocità legate a questi gruppi armati estremisti. Se una grande parte del rapporto è consacrato alle zone di conflitto, i paesi in pace non sono certamente risparmiati dall’analisi che deplora numerose mancanze nei confronti dei diritti umani. Si tratta delle violenze proliferate dalle forze dell’ordine negli Stati Uniti, in Turchia, in Brasile, a Hong Kong.

Amnesty deplora come la libertà di espressione abbia fatto passi indietro, tre su quattro. Vi sarebbero prigionieri per aver semplicemente espresso un’opinione in una sessantina di paesi. Molti di loro hanno represso la libertà di espressione, giornali sono stati chiusi e molti giornalisti sono stati arrestati per aver esercitato il “quarto potere”.

L’ONG non è certo tenera con l’ONU alla quale contesta la soppressione del diritto di veto dei membri del Consiglio di sicurezza per le questioni di “genocidio, di crimini di guerra o crimini contro l’umanità”. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, un organismo creato per proteggere i civili e assicurare loro la pace e la sicurezza ha inesorabilmente fallito”, ha accusato Salil Shetty. Inoltre, l’ONU viene esortato da Amnesty di ratificare il Trattato sul commercio delle armi entrato in vigore nel 2014 per fermare la distribuzione di armi in zone di conflitto. Infine, Amnesty non pronuncia certo ottimismo per il 2015 poiché teme un peggioramento della situazione.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
26 Febbraio 2015

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