Siria: Lega Araba chiede misure vincolanti all’Onu

Oltre 9.000 morti in poco più di 12 mesi in Siria ed un piano di pace che, secondo il premier turco, Recep Tayyip Erdogan (e non solo), è stato accettato dal presidente  Bashar al-Assad solo per prender tempo.
Una repressione che sta letteralmente insanguinato il paese mediorientale con il sangue dei civili e la conseguente perdita di migliaia di vite. Per questo motivo lo stesso Erdogan quest’oggi aprendo a Istanbul la seconda riunione degli Amici della Siria (a prima si è svolta a febbraio a Tunisi) a cui sono rappresentati piu’ di 70 Paesi che chiedono la fine delle violenze in Siria, ha affermato: “se l’Onu non si assume le sue responsabilità, la comunità internazionale non avra’ altra scelta che accettare il diritto dei siriani all’autodifesa”.

Parole forti, così come forti sono le azioni repressive del regime di Assad.
Intanto il Segretario generale della Lega Araba, Nabil al-Arabi ha chiesto agli “amici della Siria” di far pressione all’Onu per far si che venga adottata una risoluzione vincolante. Ricordiamo difatti che fin ora il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per via del veto di Cina e Russia, ha bocciato due risouzioni di condanna della repressione siriana. Russia e Cina hanno dato il loro sostegno solo ad una “dichiarazione presidenziale” di sostegno al piano di pace presentato dall’inviato speciale per l’Onu e la Lega Araba Kofi Annan.

Per la Lega Araba la nuova risoluzione dovrebbe esser basata sull’articolo sette della Carta dell’Onu, che prevede in caso di minacce contro la pace e l’aggressione una serie di misure che arrivano fino all’intervento militare, intervento fin ora scongiurato ma che arrivati a questo punto sembra sempre più papabile.

Enrico Ferdinandi

1 aprile 2012

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