Siria: sette morti a Damasco. Benedetto XVI dona 100mila dollari alla popolazione

Siria. L’Osservatorio siriano dei diritti umani ha comunicato quest’oggi che ieri nel corso di una funzione funebre a Damasco sono state uccise almeno sette persone (in maggioranza civili) dalle forze di sicurezza del regime di Assad.
Si trattava del funerale di due manifestanti uccisi in occasione di cortei anti-regime, svoltosi nel quartiere di Kafar Soussé (sud-est di Damasco) al quale hanno partecipato migliaia di persone, molte delle quali sono rimaste ferite dagli spari.

Mentre anche nel resto del paese si contano decine di morti dovute ad atti repressivi dei militari lealisti (come il civile ucciso a Kafaroma, nella provincia di Idleb perché durante una manifestazione cantava inni anti-Assad) arriva la notizia che vede Papa Benedetto XVI donare la cifra di 100.000 dollari per l’azione caritativa della Chiesa cattolica in Siria a favore della popolazione stremata dalle violenze, spesso senza cibo, rifornimenti medici, e nei casi peggiori (come nelle zone di confine o nelle città di Homs, Aleppo ed Hama) completamente isolate.
La donazione è avvenuta tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, che in una nota ha precisato: “sono noti i ripetuti appelli del Santo Padre per la cessazione della violenza in Siria e perché si trovi una via per il dialogo e la riconciliazione tra le parti in conflitto, in vista della pace e del bene comune”.

Pace che potrebbe arrivare, come molti auspicano, grazie al piano di pace dell’Onu (che prevede la fine delle ostilità ed il passaggio di potere dal regime di Assad per formare un governo eletto dal popolo, ovvero democratico) del quale Kofi Annan è promotore e che è stato accettato ufficialmente da Bashar al-Assad. Ricordiamo che il piano è stato fin ora accettato però ma non attuato, molti pensano che ciò sia solo un modo per prender tempo.

In queste ore inoltre Amnesty International ha lanciato una raccolta firme per la liberazione di “Mazen Darwish, Hani al-Zitani, Abd al-Rahman Hamada, Hussein Gharir, Mansour al-Omari, Joan Fersso, Ayham Ghazoul, Bassam al-Ahmed detenuti in isolamento dal 16 febbraio 2012 in condizioni che possono equivalere ad una sparizione forzata”. Si tratta di giornalisti, blogger ed attivisti per i diritti umani come detto in carcere da metà febbraio. Per firmare l’appello rivolto a Bashar al-Assad basta cliccare su questo link: http://www.amnesty.it/Siria-difensori-diritti-umani-detenuti

Enrico Ferdinandi

31 marzo 2012

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