Londra, allarme per la scomparsa di tre adolescenti attratte dal miraggio dello Stato Islamico

Londra, allarme per la scomparsa di tre adolescenti attratte dal miraggio dello Stato Islamico

 ISIS-ragazze inglesiLONDRA — Le videocamere di sicurezza dell’aeroporto di Gatwick di Londra riprendono tre ragazze di quindici e sedici anni (Kadiza Sultana, Shamima Begum e un’altra giovane di cui non si conoscono le generalità, tutte e tre di origine bengalese), adolescenti come tante, che camminano bene vestite, con il loro carico di bagagli. Ad esserci di fianco non si sarebbe potuto certamente immaginare che quei borsoni non fossero per una vacanza ma per un viaggio la cui destinazione è il cuore dell’IS, la Siria, passando dalla Turchia.

Frequentavano la stessa scuola nella zona est di Londra, unite nella vita da un’amicizia e ora dallo stesso desiderio di raggiungere gli estremisti della jihad islamica. Alle famiglie hanno dato la stessa versione, di voler trascorrere cioè una giornata fuori casa approfittando delle vacanze scolastiche di metà semestre, mascherando in questo modo il reale motivo.
Richard Wolton, capo dell’anti-terrorismo di Scotland Yard, è preoccupato «per la sicurezza di queste giovani ragazze» e chiede aiuto a chiunque abbia informazioni in merito alla loro scomparsa.

L’IS avanza, colpendo sempre più con la sua tenaglia di terrore e inglobando nuove città nel Califfato, eppure affascina ragazze occidentali, pronte a lasciare tutto per contribuire alla loro «guerra santa».
Le ultime notizie che arrivano dalla Libia preoccupano chi si sente minacciato dal completo controllo di Al Qubah, la cittadina nell’est della Libia a ottanta chilometri da Derna ormai trasformata in Califfato e teatro dell’ultima carneficina nella quale sono morte quarantasette persone e altre ottanta sono rimaste ferita a causa dello scoppio di tre autobombe, e di Sirte; qui la mano dell’ISIS ha preso il controllo non solo degli edifici governativi ma anche dell’Università e del centro convegni «Ougadougou», luogo usato da Gheddafi per i suoi summit africani e arabi, con annessa la sfilata di un lungo corteo di pick-up armati come da protocollo.
Il rischio ISIS, come affermato dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, è proprio quello di un «franchising del terrore con i gruppi locali che decidono che la bandiera dello Stato Islamico ha più visibilità» e che si uniscano alla jihad.

La minaccia dell’ISIS è una minaccia globale; preoccupano non sono solo i territori della mappa interattiva del SITE sulla rete ISIS nel mondo, ma anche la costante propaganda per attirare e affascinare nuovi adepti in una guerra che non si combatte solo militarmente. L’arma del lavaggio del cervello è potente e distruttiva forse in misura maggiore. E la fuga delle tre ragazze inglesi è solo l’ultimo allarme in linea temporale di un fatto ormai consolidato, in continua progressione.

 burqaSono sempre più le giovani che, poco più che adolescenti, contattano i combattenti dello Stato Islamico con proposte di matrimonio online (utto avviene attraverso l’utilizzo di social network come Q&As, oltre che Twitter e Ask.fm), per offrire la loro conversione e totale dedizione, facendo nascere figli da crescere nell’Islam integralista, trasformandosi in «muhajirah» (viaggiatrici, pellegrine, immigranti), vere e proprie sponsor del regime integralista. A loro il compito di esaltare la vita che si conduce nel Califfato attraverso blog dove raccontano la loro quotidianità, e sono maledettamente brave nel farlo.

Paola Mattavelli
21 febbraio 2015

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