Siria: Assad ha veramente accettato il piano di pace?

La pace in Siria continua a rimanere solo un “piano”, un sussurro che continua ad esser schiacciato da forze maggiori difficili da dissipare.

Il presidente Bashar al-Assad quest’oggi – rivolgendosi ai capi di stato di Brasile, Russia, India, Cina e e Sudafrica (riuniti in India per il quarto vertice dei paesi Brics) – è tornato ad affermare che la Siria ha accettato il piano di pace proposto dall’Onu, precisando però che questo è un progetto che per esser portato a termine ha bisogno che vengano fermati gli atti terroristici rivolti verso il suo paese e che sono sostenuti da varie potenze internazionali.

Affermazione forte e verrebbe quasi da dire “dissacrante” che serve solo ad allontanare l’attenzione su ciò che realmente succede nel paese da lui “comandato”.
Da nove mesi a questa parte in Siria la realtà quotidiana è fatta di violenze, atti di repressione, decine di morti fra civili e militari lealisti, cittadini che cercano di fuggire all’estero e macerie che diventano progressivamente parte del paesaggio cittadino. Si tratta delle macerie causate dalle bombe lanciate dai militari del regime di Damasco che in queste ultime settimane (soprattutto in queste ultime settimane) hanno devastato i maggiori centri cittadini del paese come Homs, Hama e Aleppo ad esempio.

Il segretario generale Onu Ban Ki-moon ha commentato l’affermazione di Assad con queste parole: “Bisogna che Assad dia a questi impegni un’applicazione immediata”, in quanto come detto fin ora si è solo detto che si è accettato il piano di pace, ma nessuno dei sei punti (che prevedono la fine delle violenze in primis ed il passaggio di potere di Assad verso un sistema governativo democratico) è stato fin ora applicato.

Enrico Ferdinandi

29 marzo 2012

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