Violenza infinita in India, bambina di sette anni stuprata e sgozzata

Violenza infinita in India, bambina di sette anni stuprata e sgozzata

 bambina indianaINDIA — Se si fa una veloce ricerca online inserendo nel motore di ricerca le parole «bambina», «stuprata» o «violentata», «uccisa» e «India», si rimane sorpresi da quanti siano gli omicidi commessi in quel Paese che vedono coinvolte bambine, anche di soli tre anni.

La cronaca degli ultimi giorni riporta sotto i riflettori una piaga dell’India, di inaudita ed efferata violenza soprattutto se si pensa che sono i soggetti più deboli a venir toccati, che andrebbero tutelati e non martoriati come carne da macello.

Questa volta il disumano e bestiale dramma ha il volto di una bambina di soli sette anni. Il luogo del delitto è il Kumar Resort di Lonavala, che si trova nella regione centro-occidentale dell’India, Maharashtra. Il momento scelto per annientare una giovane vita è un momento di festa come lo sono i festeggiamenti di domenica scorsa per il matrimonio di una cugina più grande. La dinamica è incredibilmente semplice: la bambina, affetta da disturbi alla vista, si allontana dal padre per andare a prendere qualcosa da mangiare e purtroppo sparisce definitivamente.

L’assenza non desta subito allarme essendo una festa di famiglia; solamente di sera scatta la denuncia alla Polizia per la scomparsa della piccola.
Immediate le ricerche, durate due interminabili giorni; infine l’atroce scoperta del corpo da parte di un dipendente del Resort, salito sul tetto per provvedere alla pulizia delle vasche collegate ai pannelli solari. Il cadavere era all’interno di un tappeto arrotolato, nudo, profanato e con un taglio alla gola.
L’autopsia ha potuto solamente confermare la violenza e la causa della morte, avvenuta per sgozzamento.

Appena si è diffusa la notizia è scattata la reazione della folla che ha assalito la struttura dove è stato compiuto il delitto, danneggiata gravemente dall’assalto; la manifestazione di protesta ha anche invaso l’autostrada Pune-Mumbai. La Polizia ha disperso i manifestanti con manganelli.

Ora gli inquirenti stanno visionando il video del matrimonio, prendendo le deposizioni del personale, nel tentativo di risalire a chi ha compiuto un simile gesto.

Paola Mattavelli
19 febbraio 2015

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