Argentina: popolo in strada contro il Presidente

Argentina: popolo in strada contro il Presidente

Un mese dopo la morte di Alberto Nisman, “le marce del silenzio” organizzate in diverse città argentine mercoledì, hanno riunito una delle manifestazioni più importanti dall’arrivo alla guida del paese di Cristina Kirchner

La folla riunita sotto la pioggia
La folla riunita sotto la pioggia

BUENOS AIRES – Decine di migliaia di argentini hanno sfilato mercoledì 19 febbraio, all’appello di diversi procuratori che hanno organizzato le marce silenziose in memoria del loro collega Alberto Nisman. Quest’ultimo è stato ritrovato con un proiettile in testa nel suo appartamento di Puerto Madero, un quartiere importante di Buenos Aires. Si apprestava a presentare un rapporto di fronte alla commissione parlamentare che prometteva veri e propri problemi per l’attuale presidente, Cristina Fernandez Kirchner. Qualcuno ha parlato della solita manifestazione del potere, che nasce e rinasce, sempre fedele a se stesso, pronto a togliere di mezzo qualsiasi intralcio. La pioggia non ha dissuaso i manifestanti e la loro volontà di partecipazione per una giustizia indipendente contro un potere che sospettano essere direttamente implicato nella morte del procuratore Nisman.

Si tratta di una delle manifestazioni più imponenti da quando Cristina Fernandez ha succeduto a suo marito Nestor Kichner. Mentre le elezioni presidenziali si svolgeranno nei prossimi dieci mesi, i due precandidati Sergio Massa e Mauricio Macri parteciperanno alla marcia. Figure molto vicine al palazzo presidenziale, si sono adoperati ad accusare gli organizzatori della manifestazione di voler destabilizzare lo Stato e denunciare un recupero politico della morte del procuratore.
Alberto Nisman, è stato nominato dal Presidente Nestor Kirchner nel 2004 per riaprire l’inchiesta sull’attentato contro un centro culturale ebraico, l’AMIA, che provocò la morte di 85 persone e 300 feriti nel 1994. Sono stati richiesti mandati di arresto all’Interpol contro diversi cittadini iraniani.  L’entourage del Presidente inoltre ha lanciato diverse accuse contro alcuni membri dei servizi segreti argentini, accusati di aver manipolato il procuratore per orientare i suoi sospetti verso Teheran. Il Presidente ha annunciato una profonda riforma dei servizi qualche giorno dopo la morte di Nisman.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
19 Febbraio 2015

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