Stati Uniti: Mitt Romney gioca a fare la guerra fredda

Il candidato repubblicano ha qualificato la Russia come “nemico pubblico numero uno”. La Russia ovviamente non ha digerito questa affermazione. Mentre Mitt Romney, candidato repubblicano per l’investitura ufficiale di avversario di Obama alle elezioni di novembre, ha qualificato lunedì la Russia come “nemico geopolitico numero uno” degli Stati Uniti, il presidente Dmitri Medvedev, lo ha rinviato sulla retta via martedì, chiedendogli “ di utilizzare la testa” mentre parla della Russia“.

“Raccomanderò a tutti i candidati alle presidenziali americane due cose: primo, farò appello alla ragione e di utilizzare la loro testa e secondo di consultare i loro orologi, non siamo negli anni 70” ha dichiarato Dmitri Medvedev alle agenzie russe a Seoul, reagendo così alle dichiarazioni di Mitt Romney diffuse sul canale americano CNN. “Per quanto concerne qualsiasi sorta di cliché ideologico, quando una parte utilizza delle formule del genere ‘nemico numero uno’ fa molto effetto cinema di Hollywood di una certa epoca”, ha sottolineato Medvedev riferendosi alla guerra fredda. Una dichiarazione fatta nel momento in cui Medvedec ha annunciato con il suo attuale omonimo americano, Barack Obama, la ripartenza delle relazioni tra i due paesi soprattutto sulla questione antimissilistica in Europa.  Alcuni giornalisti presenti a Seoul nel corso di un vertice sulla sicurezza nucleare, hanno intercettato una conversazione tra i due presidenti nel corso della quale il presidente americano avrebbe reclamato la pazienza della Russia sulla questione antimissilistica. Una discussione intercettata da un microfono che ha scatenato la reazione dei repubblicani, denunciando il fatto che la Russia abbia partecipato ad un doppio gioco da parte del presidente democratico. Nella folla, Mitt Romney si espresso come molto inquieto dopo le dichiarazioni del presidente, che secondo il candidato repubblicano “dice una cosa e ne fa un’altra”. Per mettere fine alla polemiche ormai diffuse,  Barack Obama ha respinto gli argomenti proposti dall’opposizione americana, affermando che nulla poteva essere fatto senza il largo consenso di Washington. L’unica maniera di avanzare su queste questioni e di consultare il pentagono e il congresso e di ottenere il sostegno di entrambi le parti coinvolte. La situazione certamente rimane tesa.

Manuel Giannantonio

27 marzo 2012

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