Siria: accettato il piano di pace

Oggi Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba per la Siria, si è recato in Cina (dopo esser stato negli scorsi giorni in Russia) per discutere con le autorità cinesi del piano di pace per la Siria del quale è promotore. Proprio oggi dal paese mediorientale arriva una notizia inaspettata: il governo siriano ha accettato il piano dell’Onu (che prevede la fine delle violenze e l’inizio di un processo che porti ad un governo democratico).

A diffondere la notizia è stato Ahmad Fawzi, portavoce di Annan che ha detto che il governo siriano ha scritto all’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba per la Siria, Kofi Annan, per accettare il suo piano di pace in sei punti, sostenuto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu per risolvere la crisi nel Paese. Successivamente lo stesso Kofi Annan ha dichiarato: “è un importante passo iniziale, che potrebbe porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue”.
Ogni azione è pur sempre da pesare con la giusta cautela, fin troppo spesso in questi mesi il governo di Damasco è sembrato pronto al dialogo, ma ciò si è sempre dimostrata un azione volta solo per prender tempo.
Kofi Annan come detto negli scorsi giorni aveva già incontrato le autorità russe per cercare un ulteriore appoggio al piano di pace in questione. Russia e Cina si sono sempre dimostrate “fedeli” al regime di Assad, tanto che oggi il presidente russo Dmitri Medvedev ha dichiarato che la tanto richiesta deposizione di Assad non contribuirebbe a fermare le violenze, anzi le alimenterebbe. Tuttavia per Medvedev deve essere il popolo siriano a decidere il suo destino e non le potenze straniere, idea questa in linea con la volontà della Lega Araba. Altro paese “alleato” del governo di Assad è l’Iran, oggi anche il ministro degli Esteri iracheno, Zibari, ha affermato che la cosa migliore che i paesi arabi possono fare per la Siria è dare “sostegno ad un corso politico che porti ad un cambiamento pacifico del regime, ma sotto la dirigenza siriana”.

Intanto oggi sono continuate le violenze in Siria, secondo fonti locali truppe lealiste hanno oltrepassato nella mattina il confine con il Libano scontrandosi con i ribelli anti-regime. Il tutto è avvenuto nei pressi di al-Qaa, nel nord della valle della Bekaa, dopo i primi scontri i soldati di Damasco hanno bombardato l’area con l’artiglieria.

Enrico Ferdinandi

27 marzo 2012

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